
Alle 18 le facce dei membri del comitato contro il rigassificatore offshore erano soddisfatte e sorridenti. Niente era scontato quest'oggi al corteo perchè era ormai quasi due anni e mezzo che il Comitato non provava una risposta di piazza per ribadire il No al rigassificatore. Era il 13 ottobre 2007 e quasi 3000 persone affrontarono la "lunga marcia" fino in Suese, a Stagno, dove c'era il presidio permanente e dove stavano costruendo la base terminale delle condutture di gas. Ma a quel tempo i lavori erano appena iniziati e l'umore della piazza era sempre fiducioso. Oggi invece c'era il rischio che la rassegnazione del "tanto ormai lo fanno" lasciasse a casa molta gente. E invece così non è stato perchè anche oggi almeno 1500 persone hanno sfilato per le vie cittadine con il solito spirito delle altre volte, per ribadire il NO a questo pericoloso mostro marino.
A manifestare c'era un mondo variegato, almeno 1500 persone (reali, visto che ultimamente da Livorno a Roma, dalla Cgil a Berlusconi il vizio di sparare cifre ridicole è diventato una patologia) molte famiglie con figli piccoli, partiti (Rifondazione, Verdi, PCL, Sinistra Critica tutti rigorosamente senza bandiera), Greenpeace, gli anarchici, i Carc, i centri sociali, una delegazione No Tav e l'Assemblea 29 giugno di Viareggio oltre a moltissime persone accorse con "adesione individuale" a questo appuntamento che aveva uno spirito ecologico che andava anche oltre la specifica situazione del rigassificatore. Infatti lo striscione di apertura recitava "Livorno non è una pattumiera" riprendendo una vertenza cittadina su inceneritori, centrali a biomasse e tutte quelle nocività che fanno di Livorno la seconda città più inquinata d'Italia dopo Taranto.
Durante il corteo sono state ripetute più volte le 10 domande "scomode" che il comitato rivolge alle istituzioni.
Il corteo è terminato laddove era partito, in Piazza del Municipio, simbolo di questa amministrazione sempre "generosa" con poteri forti e inquinatori. Naturalmente non poteva mancare il solito inutile e eccessivo dispiegamento di forze dell'ordine che è diventato ormai un segno distintivo della gestione del questore Zito. Le forze dell'ordine hanno bloccato le scale del Municipio per non permettere a nessuno di attaccarci striscioni ricevendo un lancio di cartaigienica che ha avvolto la scalinata.
Insomma, una bella giornata per la città che si dimostra ancora viva.
P.s: Il Tirreno questa mattina ha scritto "1.000 in piazza" rimanendo come consuetudine molto basso rispetto ai dati reali. Peccato che appena una settimana fa in occasione dello sciopero della Cgil ha titolato in locandina "10.000 in piazza con la Cgil". Chi era ad entrambi i cortei avrà potuto tranquillamente notare che nei momenti di maggiore afflusso al corteo potranno esserci state 2000 persone a quello dell'offshore e, a stare larghi, forse 3000 a quello della Cgil. Per Il Tirreno invece il rapporto è 10 a 1. Ancora una volta c'è la dimostrazione di come Il Tirreno sia un giornale 10 volte di parte, sempre naturalmente dalla parte dei poteri consolidati della città (in questo caso Cgil e istituzioni).
Il Corriere di Livorno invece ha scritto 500 in corteo. Anche loro avevano scritto in locandina "In10.000 con la Cgil". Insomma, essere di parte (del più forte) può essere anche legittimo, così si diventa ridicoli. Non serviva certo questo esempio, ma una conferma fa sempre bene.
red. 20 marzo 2010



DIECI DOMANDE SCOMODE AI NOSTRI AMMINISTRATORI E RAPPRESENTANTI A CUI PRETENDIAMO RISPOSTA
Non è da ieri che Livorno (e la sua provincia, con Rosignano e Piombino) è una delle “capitali” delle polveri sottili e dell’inquinamento atmosferico. Nell’Inventario Regionale Emissioni (IRSE) del 2000 su 1919 tonnellate di PM10 da fonti puntuali in Toscana,
Il caso Lonzi è archiviato. Questa è la vergognosa decisione della Procura di Livorno e del Pm Giaconi circa la morte di Marcello Lonzi nel carcere delle Sughere di Livorno nell'ormai lontano luglio 2003.
Per il blitz effettuato ieri in difesa del “Santuario dei Cetacei” tre attivisti di Greenpeace sono stati denunciati dalla Digos di Livorno. I tre ieri hanno preso d’assalto una nave posacavi che stava effettuando i lavori di realizzazione del rigassificatore offshore autorizzato al largo della costa tra Pisa e Livorno ed hanno scritto con della vernice bianca “Balene finite” sulla fiancata dell’imbarcazione. 












