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COMUNICAZIONE E MEDIA

Jobs Act. Continua la truffa dell'informazione

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Jobs Act. Continua la truffa dell'informazione

Unione Sindacale di Base - tratto da http://contropiano.org

Con le capacità che sono note, Tito Boeri, neo presidente dell’INPS offre i propri servigi al Governo Renzi, tenendosi comunque una porta aperta per le scontate contestazioni alle sue dichiarazioni. Ci riferiamo alla conferenza stampa nella quale dichiara, prendendosi pagine intere di quotidiani e ampi spazi televisivi, che dal primo al 20 febbraio sono state fatte 76 mila assunzioni grazie al Jobs Act.

Questo fa titolare al Corriere della Sera: “ Effetto bonus” 76 mila aziende assumono.

Le bugie hanno le gambe corte ed è facile scoprire che non di assunzioni si tratta, ma solo di una richiesta di un “codice per la decontribuzione” che potrebbe (il condizionale è d’obbligo) servire ad assumere in futuro. E non potrebbe altrimenti, dato che il contratto a tutele crescenti è divenuto operativo solo il 7 marzo.

Altrettanto certo è che molte di queste aziende assumeranno. E’ scontato.

Questo lo sa bene Boeri perché è difficile che, da conoscitore del mercato del lavoro qual’è, non abbia chiesto agli uffici i dati concernenti le assunzioni nel 2014 nella tipologia “contratti a tempo indeterminato”. Per buona pace di Renzi il Jobs Act non servirà a creare nuova occupazione, ma solo a non fa pagare i contributi a chi comunque avrebbe assunto anche senza gli sgravi del Jobs Act. Questo invece dovrebbe preoccupare non poco il Presidente dell’INPS poiché tutti i nuovi assunti non pagheranno i contributi che saranno tutti figurativi a carico della collettività.

Invece Tito Boeri dà i numeri ma non quelli del 2014. Li diamo noi.

Nel terzo trimestre quindi da luglio a settembre del 2014, lungi dall’essere approvato il contratto renziano del “libero licenziamento”, le assunzioni a tempo indeterminato sono state ben 400 mila su circa 2,4 milioni di contrati di lavoro avviati! Tra l’altro con un incremento del 7.1 % su base annua. A questi dati vanno aggiunti più di 200 mila assunzioni con contratto di apprendistato che in termini di decontribuzione e precarietà è identico al contratto a tutele crescenti (addirittura più economico perché consente anche un salario contrattuale più basso).

In Italia a tutt’oggi abbiamo circa 12 milioni di occupati di cui più di 10 milioni con contratto a tempo indeterminato. E’ fisiologico che vi sia un turn over anche di questa tipologia contrattuale.

In conclusione continua la truffa del Governo e Informazione sulle norme e gli effetti del Jobs Act.

Purtroppo rimane la cruda realtà che ci dice che crescerà nel paese la precarietà del lavoro e la disoccupazione. Nel frattempo diminuiscono da subito diritti e democrazia.

Infine due considerazioni: 1°) Possibile che nessun giornalista senta la necessità di verificare quanto detto nelle conferenze stampa?

2°) Comincia proprio male signor Presidente Boeri. Non serve nascondersi dietro un inciso con il quale si afferma che “i dati non sono di facile interpretazione”. In questo caso I numeri sono numeri, parlano da soli. Nascondendoli non si fanno gli interessi dei “soci di riferimento” dell’INPS, che Le ricordiamo sono i lavoratori e le lavoratrici che pagano i contributi. Non il Governo che vorrebbe usare l’Istituto Previdenziale pubblico come un bancomat. Evitiamo di tramutarlo anche nell’ufficio stampa e propaganda” dell’esecutivo.

27 marzo 2015

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Banda larga, ennesimo regalo ai privati: le telecomunicazioni tornino pubbliche

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Banda larga. Ennesimo regalo ai privati. Le telecomunicazioni tornino pubbliche

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato il bando per attuare il Piano Nazionale Banda Larga insieme al Progetto Strategico Banda Ultra Larga. Il Piano prevede un finanziamento pubblico di 61,7 mln di Euro, a cui si aggiungono 3,3 mln di Euro di investimento da parte di Telecom Italia, per favorire il raggiungimento degli obiettivi dell'Agenzia Digitale Europea.

L'obiettivo fissato è portare, inizialmente al 50% della popolazione, la rete a 100 Mbit, tramite agevolazioni per il passaggio dal rame alla fibra ottica, soprattutto grazie ad un sistema di incentivi alle imprese e di sgravi fiscali per gli operatori che investono nelle “zone a fallimento di mercato”. La meta finale è raggiungere con la banda larga il 90% della popolazione a fine 2017.

Probabilmente Telecom Italia, che possiede gran parte della Rete e che è al centro del Piano, si aspettava un livello più alto di finanziamenti dal governo. Come USB settore Telecomunicazioni temiamo che la scarsità di fondi investiti, assieme alla gestione privata della rete, orientino gli investimenti in base al criterio del profitto e non della garanzia del servizio pubblico. Il rischio è il mantenimento della divisione del Paese in aree ricche con una rete  tecnologicamente di serie A ed aree povere con una linea TLC di serie B.  Al contrario  crediamo che le Telecomunicazioni debbano  essere pubbliche e libere da logiche di mercato, sia per lo sviluppo infrastrutturale che per il mantenimento dei livelli occupazionali,  per garantire l’accesso al servizio a tutta la cittadinanza.

Le telecomunicazioni sono un servizio ormai indispensabile per tutta la collettività, nonché un volano importante di crescita economica; la banda larga, in particolare, significa anche democrazia e accesso alla conoscenza.

Lo sviluppo della nuova rete di telecomunicazioni, si intreccia con quello di Telecom Italia. Chi ci lavora sa bene che le voci che circolano sui potenziali processi di ristrutturazioni potrebbero portare verso Bad e Good Company con il conseguente attacco all'occupazione, ai salari e ai diritti.

Da quanto traspare dai giornali al momento sono in corso trattative per favorire la partenza del “cantiere” Metroweb con la costituzione di una NewCo partecipata dagli operatori Telecom Italia, Vodafone e sembra anche Wind.

La politica ha giocato sino ad oggi un ruolo fortemente negativo, lasciando che il settore delle telecomunicazioni italiane divenisse preda indifesa delle logiche speculative finanziarie: spolpate dai privati con risibili livelli di investimento. La privatizzazione ha colpito pesantemente i lavoratori di tutto il settore,  l’occupazione negli ultimi 6 anni è calata dell’8% mentre il numero dei contratti precari o a tempo determinato è aumentato in maniera considerevole. 

Noi ribadiamo con forza, a quasi venti anni dalla devastante privatizzazione, che l'unica strada possibile resta il ritorno alla casella di partenza con la ri-nazionalizzazione del settore, per difendere diritti e posti di lavoro dei/delle dipendenti e tutelare un settore strategico nell’interesse dell'intero Paese, attraverso un convincente, concreto e non più rimandabile progetto di ammodernamento della rete di telecomunicazioni.

Le telecomunicazioni devono essere pubbliche , ne siamo convinti come sindacato, come lavoratori e come cittadini.

Usb Telecom

23 marzo 2015

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Ultimo aggiornamento Martedì 24 Marzo 2015 14:04

Apple, procura Milano chiude indagine: “Evasi 879 milioni di euro in 5 anni”

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L’avviso di conclusione dell’inchiesta riguarda il legale rappresentante e amministratore delegato di Apple Italia Enzo Biagini e il direttore finanziario Mauro Cardaio, nonché il manager della irlandese Apple Sales International, Michael Thomas O'Sullivan. Il reato contestato è omessa dichiarazione in base all’articolo 5 del Decreto legislativo 74/2000

Apple, procura Milano chiude indagine: “Evasi 879 milioni di euro in 5 anni”

tratto da http://www.ilfattoquotidiano.it

La Procura di Milano ha chiuso le indagini, in vista di una richiesta di rinvio a giudizio, nei confronti di tre manager di Apple per una presunta evasione fiscale. L’ipotesi è il mancato versamento dell’Ires per un totale di circa 879 milioni di euro in 5 anni, dal 2008 al 2013.

L’avviso di conclusione dell’inchiesta riguarda il legale rappresentante e amministratore delegato di Apple Italia Enzo Biagini e il direttore finanziario Mauro Cardaio, nonché il manager della irlandese Apple Sales International, Michael Thomas O’Sullivan. Il reato contestato è omessa dichiarazione in base all’articolo 5 del Decreto legislativo 74/2000.

Secondo l’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dai pm Adriano Scudieri e Carlo Nocerino e condotta dagli uomini della direzione regionale lombarda dell’Agenzia delle Dogane e dell’Agenzia delle Entrate, i profitti realizzati in Italia dalla multinazionale, secondo uno schema che sarebbe stato seguito da altri colossi dell’hi-tech e di internet, come Google (anche in questo caso a Milano è aperta un’inchiesta ma a carico di ignoti), sarebbero stati contabilizzati dalla società che ha sede in Irlanda, Paese dove la pressione fiscale è più favorevole.

Il fascicolo era stato aperto due anni fa e aveva portato anche a una perquisizione nella sede milanese della Apple e al sequestro di materiale informatico e telefonico. Allora i pm avevano contestato un altro reato e cioè la dichiarazione dei redditi fraudolenta (art.3 sempre del Decreto Legislativo 74 del 2000) e il periodo di imposta su cui erano partiti gli accertamenti erano il 2010 e il 2011.

Ora invece, dopo una serie di approfondimenti, inquirenti e investigatori sono arrivati a fare la ‘fotografia’ del periodo che va dal 2008 al 2013 e a riformulare il capo di imputazione nei confronti dei tre manager. Da quanto si è saputo solo dopo la chiusura delle indagini si cercherà di trovare un’intesa – ora in corso – tributaria/penale per tentare eventualmente di risarcire l’Agenzia delle Entrate, cosa che, per altro, dovrebbe alleggerire la posizione degli indagati.

23 marzo 2015

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Ultimo aggiornamento Martedì 24 Marzo 2015 14:02

Varoufakis, dito medio a Germania è un falso. Arrivano scuse del presentatore tv

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Varoufakis, dito medio a Germania è un falso. Arrivano scuse del presentatore tv

Jon Boehmermann, della Zdf, confessa la manipolazione del video che sembrava ritrarre il ministro delle Finanze. I fotogrammi con il gesto sono stati inseriti filmano un attore

tratto da http://www.ilfattoquotidiano.it

Il video che ritrae Yanis Varoufakis mentre mostra il dito medio alla Germania è un falso. Lo ha confessato pubblicamente Jon Böhmermann, presentatore del talkshow satirico Neo Magazine Royale della tv tedesca Zdf, pubblicando un altro video in cui ammette la manipolazione delle immagini da parte del suo team. “E’ da domenica che aspetto che qualcuno mi chiami e mi chieda se siamo stati noi a truccare il video, – sottolinea il conduttore – nessuno ha chiamato”.

A dire il vero nelle immagini originali il ministro greco – intervenendo nel 2013 ad una conferenza in Croazia – alludeva, a parole, alla possibilità di fare quel gesto ai tedeschi. Ma non lo ha mai mimato, come invece mostrava il filmato fake. Il gesto è stato inserito filmando un attore e inserendo alcuni fotogrammi nel video originale. Il video era stato trasmesso da un altro presentatore, Guenther Jauch, della Ard, durante un’intervista domenica sera allo stesso Varoufakis che rispondeva alle domande da Atene. Il titolare delle finanze ellenico – che aveva prontamente smentito il segno con la mano – ha ricevuto le scuse del conduttore: “Non lo faremo più”.

19 marzo 2015

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Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Marzo 2015 13:12

Autistici / Inventati sotto attacco

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Immagine con lo Schema di attacco DDos
Schema di attacco DDos
 
tratto da http://francovite.com

English version below

Ultimamente sia Autistici/Inventati che altri server autogestiti come Riseup o Nodo50 hanno subito attacchi DDoS (Distributed Denial of Service).
Un DDoS consiste nel dirigere un enorme flusso di traffico fasullo contro l’obiettivo per saturare l’infrastruttura e quindi impedire il funzionamento dei servizi offerti. In questo modo il server non può più rispondere alle richieste di visualizzazione di pagine web, di scaricamento della posta, di collegamento a jabber e via dicendo. Di conseguenza, la fretta può spingere gli/le utenti a usare servizi commerciali, che sono più resistenti agli attacchi DDoS e quindi offrono servizi più stabili. Noi però vi sconsigliamo di prendere decisioni dettate dalla fretta. Per prevenire rischi per la vostra privacy, vi consigliamo di aprire una casella di posta di backup su un altro server amico e di usare jabber con un servizio alternativo (come quello del CCC) invece di ricorrere a un servizio commerciale di messaggistica istantanea.

English version
Is a DDoS attack going on? Be patient or use secure services!
In the last few weeks Autistici/Inventati as well as other autonomous servers such as Riseup or Nodo50 have been targeted by DDoS (Distributed Denial of Service) attacks.
A DDoS attack consists in a huge flow of bogus traffic all at once in an effort to overwhelm an infrastructure and to block the functioning of the services offered by the server. Thus the server cannot answer the requests to visualize web pages, to download mail, to connect to jabber and so on. As a consequence, if users are in a hurry, they can be pushed to use commercial services, that are more resistant to DDoS attacks and therefore offer more stable services. We strongly advise you against making decisions dictated by hurry. In order to prevent risks for your privacy, we recommend you to create a backup mailbox with another friendly server and to use an alternative jabber service (the CCC offers one) instead of turning to a commercial instant messaging platform.

13 marzo 2015

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Ultimo aggiornamento Sabato 14 Marzo 2015 14:23

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