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COMUNICAZIONE E MEDIA

Avatar "against the wall" nel villaggio palestinese di Bili'n

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activestillsA Bili'n, da cinque anni, ogni venerdi, attivisti israeliani e internazionali marciano insieme al comitato popolare contro la costruzione della barriera con cui Israele ha espropriato i residenti di due terzi della terra agricola coltivabile, per l’espansione dei vicini insediamenti. Cinque anni che hanno reso Bil’in un esempio della nonviolenza palestinese contro l’occupazione israeliana, destando una sempre maggiore attenzione da parte dei media, anche mainstream; una formula basata sulla creativita’ e la costanza, diventata un modello per altri villaggi della Cisgiordania. Nel mese di febbraio, in una delle consuete manifestazioni, alcuni attivisti israeliani si sono travestiti da Na’vi, il popolo che nell’ultimo colossal di James Cameron, Avatar, si ribella ai colonizzatori.


Ecco i filmati:

http://www.youtube.com/watch?v=Chw32qG-M7E&feature=player_embedded

http://www.youtube.com/watch?v=KStnbXWfnuk&feature=player_embedded

L'esercito come sempre a Bili'n ha reagito con estrema durezza: gas lacrimogeni, granate assordanti, idranti e proiettili di gomma.

Ma la battaglia va avanti ogni venerdi.

 

(red.)

26 marzo 2010

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Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Marzo 2010 13:11

Liberare i libri, un progetto di condivisione peer to peer

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libreremoCos’è Libreremo?
E' un portale finalizzato alla condivisione e alla libera circolazione di materiali di studio universitario (e non solo!), che si inquadra in un percorso di lotta per l’accesso alle conoscenze e alla formazione promosso dal CSOA Terra Terra , CSOA Officina 99 , Get Up Kids! , Neapolis Hacklab .

Perché?
In un’università dai costi e dai ritmi sempre più escludenti e sempre più subordinata agli interessi delle aziende, Libreremo intende mettere nelle mani degli studenti uno strumento per riappropriarsi, attraverso la collaborazione reciproca, del proprio diritto allo studio e per stimolare, attraverso la diffusione di materiale controinformativo, una critica della proprietà intellettuale al fine di smascherarne i reali interessi.

A chi è rivolto?
A tutte e tutti, poiché queste problematiche non escludono nessuno. A quelle categorie che ne sono toccate in prima persona quali, ad es., gli studenti, i precari, i lavoratori. A tutti quei soggetti che credono nella cultura come bene della collettività e come strumento emancipativo dell’essere umano.

Cosa offre?
La possibilità di scaricare e condividere libri di testo utilizzati nelle università italiane protetti da diritto d’autore, manuali, appunti e dispense, testi rari o in lingua originale e libri fuori catalogo perché poco interessanti per il mercato.

Come si contribuisce?
Innazitutto facendo girare la voce, segnalando il sito ai tuoi amici, colleghi, conoscenti. Condividendo tutti i libri che hai in formato elettronico seguendo le istruzioni che troverai qui .

Libreremo è una community fatta di persone, studenti, lavoratori, disoccupati, precari, ricercatori... e per svilupparsi e accrescere la propria incisività ha bisogno del contributo di tutti. Unisciti anche tu alla lotta aggiungendo e segnalandoci nuovi testi.

Sito ufficiale:

www.libreremo.org

Lista libri:

http://www.libreremo.org/index.php?option=com_libreremo&Itemid=44

 

(red.)

24 marzo 2010

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Marzo 2010 14:33

I cellulari provocano il cancro

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cellulare_stopQuasi tutto quello che compriamo si porta dietro una serie di avvertimenti e suggerimenti precauzionali “per la sicurezza del consumatore”. Dal cibo fino ai semplici sacchetti di plastica (non sono un giocattolo, rischio di soffocamento) sembra che gran parte di quello che compriamo sia potenzialmente pericoloso, tanto da rendere necessarie avvertenze che sfidano l'ovvio (“non ingerire” c'è scritto anche sui cuscinetti a sfera d'acciaio).

Poi quando si arriva a certi oggetti di consumo, le cautele evaporano. È successo a lungo per le sigarette, per le auto, succede ora per i telefoni cellulari e i dispositivi wireless in generale. Dispositivi che hanno un mercato enorme, destinato a essere sempre più importante nei decenni a venire. Eppure se i cellulari provocano un'incidenza di gravi malattie appena statisticamente rilevante, questi diventano necessariamente milioni di casi nel mondo, non esattamente un caso “raro”.

Dopo venticinque anni dall'introduzione sul mercato dei cellulari si dice che non esiste ancora uno studio epidemiologico sugli effetti dell'uso dei cellulari sulla salute. Un'assenza clamorosa, se si pensa che, oltre a un lungo lasso di tempo, sono a disposizione circa quattro miliardi di utenti di cui si conosce tutto, dall'età al sesso, fino alle abitudini d'uso del terminale e agli spostamenti.
Nonostante questa mancanza sospetta, molti - scienziati - hanno dichiarato che i cellulari non sono dannosi per la salute e non provocano tumori: semmai, i cellulari sono pericolosi alla guida.

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AffondeRai

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rai_cavalloTalk show sì, talk show no? In uno stato democratico e di diritto la risposta sorgerebbe spontanea. L’Italia, invece, non sembra rientrare pienamente in questa categoria, e il dubbio continua a correre in viale Mazzini. Anzi, più che di dubbio dovrebbe parlarsi di certezza. È di ieri, infatti, la decisione del consiglio di amministrazione della Rai, che ha confermato la sospensione dei talk show politici sulla tv pubblica fino alle prossime elezioni regionali, demandando la decisione alla commissione di Vigilanza. In seguito al ricorso di Sky e La7 contro il regolamento dell'Autorità di garanzia nel periodo della campagna elettorale, il Tar, venerdì scorso, aveva emesso una sentenza pronunciando la sua contrarietà alla decisione assunta dall’Agcom.

Il cda Rai, riunitosi ieri, ha però stabilito che “alla luce delle ordinanze del Tar, in relazione alla regolamentazione in materia di informazione e comunicazione politica in periodo elettorale, il Consiglio di Amministrazione della Rai, dopo un ampio dibattito, ha approvato a maggioranza la delibera con la quale - recita la nota di viale Mazzini - ha dato mandato al Direttore Generale di acquisire al più presto dalla Commissione Parlamentare per l'Indirizzo Generale e la Vigilanza dei Servizi Radiotelevisivi le valutazioni di competenza, cui la Rai dovrà adeguarsi”. Cinque a quattro e serranda ancora abbassata. Problema, invece, non sorge per le emittenti private.

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Associazione Aut Aut, nasce il nuovo sito

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logo_AUTAUT_webÈ giunto il momento! Dopo tre anni di utilizzo, il qui presente blog lascia spazio ad un nuovo sito, ad una nuova veste grafica. Non staremo a fare troppi discorsi, probabilmente non c’è nessuna grande evoluzione in corso, nessun salto di categoria. Come al solito, invece, inizieremo pian piano ad utilizzare semplicemente un nuovo mezzo per veicolare il nostro progetto.
Partiremo da una versione “beta” che subirà nel tempo modifiche, aggiornamenti, cambiamenti di ogni sorta, in itinere.
Come sempre i primi tempi faremo fatica, ma alla fine lasceremo che il mezzo che utilizziamo si plasmi al meglio attorno alle nostre esigenze, in costante evoluzione.
Il perché di questo cambiamento è semplice: al giorno d’oggi abbiamo scoperto che gli strumenti che ti offre la rete riescono a farti gestire un sito esattamente come un blog, e allora che sito sia.
In questo modo avremo più possibilità grafiche e strumenti a disposizione. Certo, ci dispiace lasciare così noblogs. Con lui siamo cresciuti, abbiamo imparato un po’ di grammatica html, css. Noblogs ci ha dato grandi possibilità nonostante le nostre poche capacità informatiche, e tutto questo a titolo totalmente gratuito, senza mai chiederci niente in cambio e con l’assistenza, tramite forum, di chi come noi ha imparato passo passo a gestire tale piattaforma.

Ora è giunto il momento di cambiare. Ci piace dire che ancora una volta lo facciamo con le sole nostre forze e l’aiuto di un amico in più che si è aggiunto al progetto. La struttura del sito che troverete da oggi in poi, all’indirizzo autautpisa.it, è ancora poco collaudata, in via di miglioramento e potrebbe diventare perciò tutt’altra cosa tra meno di un mese.
Questo non perchè ci piaccia essere imprevedibili, ma perché cambiamo spesso idea e difficilmente ci accontentiamo dei risultati.
Il lavoro che continueremo a fare sarà più o meno lo stesso, anche se partiranno a breve nuove collaborazioni che arricchiranno il progetto.
Pochi giorni fa, durante un’iniziativa, uno di noi descriveva così il nostro progetto:

Credo che per spiegare cos’è l’Associazione Aut Aut, sia fondamentale spiegare chi è che la compone: siamo un gruppo di studenti, studenti-lavoratori precari o solo precari che provengono da diverse esperienze di lotta politica e che stanchi di subire passivamente il totale asservimento dei mass media ai poteri forti di turno, hanno deciso di lavorare sul tema della contro-informazione.
A primo impatto il termine contro-informazione risulta altrettanto vuoto e abusato del termine mass-media. Tenterò di spiegare dunque il modo esatto in cui i componenti dell’associazione intendono questo termine.
Cominciamo col dire che nessuno di noi è un giornalista, né pretende di esserlo. Essere un giornalista significa avere tempo, e soprattutto energie mentali e materiali. Tutte cose che persone che si devono fare in quattro tra lavoro, studio e impegno politico non hanno, né cercano. Avere energie materiali per fare giornalismo, significa infatti vendere e vendere significa lavorare alla creazione di un prodotto che sia spendibile sul mercato. Ciò non significa che secondo noi un giornalista non possa, per definizione, fare contro-informazione, ma solo che non è questo il ruolo che ci siamo ritagliati.
Per noi fare contro informazione significa partire da noi stessi, dalla nostra posizione, dalla nostra vita di lavoratori, studenti, militanti. Significa raccontare ciò che ci succede, ciò che ci sta intorno, ciò che ci colpisce, che ci fa arrabbiare, che ci spaventa. E soprattutto significa farlo rinunciando in partenza a una neutralità che crediamo sia impossibile raggiungere. Pensiamo infatti che non esistano fatti nudi che, come se ci si trovasse in un laboratorio, è possibile isolare e analizzare e per questo cerchiamo di rendere il nostro essere schierati – e l’esserlo esplicitamente – garanzia di onestà. Pensiamo poi che la contro-informazione non tocchi esclusivamente l’aspetto formale del fare infomazione.
Crediamo infatti, e in questo ci riallacciamo ad una lunga tradizione, che compito di chi fa contro-informazione sia far emergere quelle che un fumetto che tra poco presenteremo definisce perfettamente con l’espressione “zone del silenzio”. Cosa sono le zone del silenzio? Sono tutti quei luoghi in cui l’informazione ufficiale non arriva e non è mai arrivata: sono le carceri, i C.I.E, sono i luoghi di lavoro in cui si muore, sono le mura domestiche in cui si subiscono violenze e umiliazioni, sono i campi di Rosarno. Sono tutti quei luoghi che vengono sistematicamente tagliati fuori dal moderno imperativo della visibilità. Attraverso il sito, attraverso iniziative editoriali, attraverso altre iniziative, cerchiamo di far parlare le zone dal silenzio, dando loro voce quando non ce l’hanno, e rivendicando le loro ragioni quando la loro voce è distorta.


Penso che questo sia quello che siamo.

Da oggi in poi continuate a seguirci su:

www.autaut.pisa.it

 

tratto da associazione culturale aut-aut,

17 marzo 2010

 

 

 

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Marzo 2010 14:18

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