Monday, Feb 08th

Last update:08:45:29 PM GMT

You are here:

COMUNICAZIONE E MEDIA

Sentenza Diaz, il Tg1 continua a non informare

E-mail
Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

Abbiamo aspettato anni, poi mesi, e poi tutta la giornata di ieri. Ma alla fine la sentenza è arrivata, definitiva, e quella pagina terribile, angosciosa, vergognosa scritta 11 anni fa alla scuola Diaz di Genova ha i suoi responsabili. Non tutti pagheranno, qualcuno l’ha già fatta franca (ma succede sempre così), nessuno andrà in prigione, alcuni hanno annunciato ricorso a Strasburgo (prego, accomodatevi! vedrete che legnate!), ma almeno scatterà la sospensione dagli incarichi pubblici (il ministro dell’Interno ha detto che rispetterà la sentenza: ci mancherebbe altro!) e soprattutto per una volta si afferma un principio. Anche in questo paese di azzeccagarbugli, di insabbiatori, di depistatori, di prescrittori, chi abusa del suo potere commette un reato ed è punito. Chissà che la cosa entri anche nelle teste vuote dei troppi bulletti e dei troppi violenti nascosti tra le forze dell’ordine che menano le mani senza motivo e poi quando li beccano si lamentano su internet.

Ma torniamo al 5 luglio, a questa giornata fausta e memorabile. La notizia della sentenza della Cassazione, arrivata nel tardo pomeriggio, è servita anche a verificare la situazione dell’informazione televisiva italiana. Non ho ancora potuto analizzare il quadro completo, ma quello che ho visto in diretta alle 20 è stato impressionante. Partiamo dall’alto: Sky tg 24, che ha già dato immediatamente la notizia in grafica, dedica alla Diaz tutta l’edizione delle 20, con immagini di repertorio, commenti ufficiali e interviste al regista Vicari, al sindaco di Genova dell’epoca, Pericu, ad Agnoletto, alla signora Giuliani. Chapeau! Il Tg7 e il Tg2 aprono con le informazioni sul Consiglio dei ministri che sta prendendo importanti decisioni e sulla tendenza negativa dei mercati, collocando la Diaz più in là, nella seconda parte del giornale vista l’ampiezza dei servizi politico-economici, e trattandola con un certa ufficialità un po’ distaccata, dopo averla annunciata nei titoli di testa. E ora tenetevi forte perché si scende in basso, negli abissi infernali del Tg1. Nessuna presenza della Diaz nei titoli di testa, poi, verso la fine del tg, dopo uno straordinario servizio pieno di effetti speciali sui finti ciechi che guidano motorini in barba alla pensioni di invalidità e prima di un ampio servizio sulla fine degli arresti domiciliari di Schettino, una voce fuori campo femminile su scarne immagini di repertorio biascica poche parole di confusa ricostruzione dei fatti del 2001 e sospira su questi processi tanto “difficili”. Che dire, se non osservare quanto la minzolinizzazione sia ormai interiorizzata nel Tg1, e la sminzolinizzazione sarà (se sarà) un processo lungo e difficile? Auguri al nuovo cda!

Giorgio Simonelli

tratto da: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/06/sentenza-diaz-il-tg1-continua-a-non-informare/285572/

AddThis Social Bookmark Button

Le cartelle di Equitalia inviate per posta sono nulle

E-mail
Valutazione attuale: / 2
ScarsoOttimo 

Senza il passaggio di un ufficiale giudiziario la cartella esattoriale va considerata nulla: lo ha stabilito il giudice di pace di Genova accogliendo il ricorso di una ex dipendente. Una sentenza storica contro l’agenzia di riscossione.

equitaliaLa decisione presa solo qualche giorno fa da un giudice di pace di Genova è una di quelle che rischia di fare molto rumore e gravita intorno al mondo di Equitalia, mai come in questi ultimi mesi al centro di polemiche e tensioni. Accogliendo il ricorso di una ex impiegata, il giudice ha stabilito che le cartelle esattoriali notificate via posta, senza cioè il passaggio di un ufficiale giudiziario o di un messo comunale, vanno considerate nulle. Dunque, è come se non fossero mai state recapitate e il contribuente non è tenuto a pagare le notifiche di ciò che riceve via posta. Secondo la sentenza non può essere un impiegato dell’agente riscossore ad eseguire il recapito ma c’è bisogno di un soggetto terzo, ufficiale giudiziario o un messo comunale, un soggetto dunque abilitato dalla legge.

Il ricorso della ex impiegata colpita dalla crisi – Secondo  quanto rivela il quotidiano genovese Il Secolo XIX, la persona che ha portato a tale sentenza su Equitalia è una ex impiegata di Sampierdarena che, con l’inizio della crisi economica aveva accumulato spese su spese e, dopo essere finita in cassa integrazione, avrebbe smesso di pagare le multe finendo per ricevere dei verbali lievitati fino a circa 8000 euro. Senza pagare, Equitalia le aveva sequestrato la macchina. Da qui il suo ricorso che ha portato alla storica sentenza: l’utilizzo della corrispondenza è accettato ma ad effettuare l’operazione devono essere solo soggetti autorizzati. Va comunque detto che la sentenza è del giudice di pace di Genova e quindi non è automaticamente estesa a tutti i cittadini/contribuenti.

tratto da http://www.fanpage.it

3 luglio 2012

AddThis Social Bookmark Button

Beppe Grillo e Forza Nuova, le relazioni pericolose

E-mail
Valutazione attuale: / 2
ScarsoOttimo 

Il blog più letto e commentato d'Italia, quello di Beppe Grillo, incredibilmente pubblicizza una iniziativa degli estremisti di destra capitanati dall'ex latitante Roberto Fiore. Svista o oculata scelta di marketing?

Abbiamo più volte segnalato le avances dell'estrema destra nei confronti di un movimento politico e di un guru che dicono tutto e il contrario di tutto, che vanno bene agli scontenti di destra e sinistra, che miscelano sane denunce a proclami populisti e razzisti. E stavolta a segnalare che sul blog più letto d'Italia, quello di Beppe Grillo, si pubblicizza in evidenza un'iniziativa del movimento neofascista di Roberto Fiore, è il Corriere della Sera. Svista di un sistema che pesca le notizie in maniera 'casuale' oppure oculata scelta di marketing di un'azienda di comunicazione che sta facendo la fortuna mediatica dei 'cinque stelle'? Negli ultimi giorni è un'escalation vera e propria di dichiarazioni razziste e populiste, da parte di esponenti vari della nuova forza politica, che nulla hanno da invidiare ai gruppi neofascisti che cercano di approfittare dell'ascesa del nuovo soggetto per guadagnare spazi e credibilità.
In un post pubblicato poche ore fa il guru afferma che contro di lui la stampa scrive solo falsità, compresa quella di aver ospitato sul suo sito il banner dell'iniziativa di Forza Nuova sul 'signoraggio bancario e la lotta contro l'immigrazione clandestina'. Ma si guarda bene dal condannare Forza Nuova, così come finora non ha detto o scritto nulla contro il fatto che una sezione del movimento, quella di Bolzano, collabori attivamente con "i fascisti del terzo millennio" di Casa Pound.

tratto da www.contropiano.org

24 giugno 2012

AddThis Social Bookmark Button
Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Giugno 2012 12:50

MegaKey e MegaBox: quello che nessuno vi ha detto sulla vicenda MegaUpload

E-mail
Valutazione attuale: / 3
ScarsoOttimo 

megaupload_closedA riportare i riflettori sull’ ormai deceduto MegaUpload è un osservazione che da poco sta girando nel web e che darebbe all’ intera vicenda un’ interpretazione interessante e diversa da quella fino ad oggi riportata.

Dopo il sequestro del portale di streaming e il conseguente arresto del famigerato “Kim Dot Com” una domanda è sorta spontanea: “perchè proprio MegaX?”. Di servizi simili a MegaVideo il Web ne è pieno, e soprattutto non è chiudendone uno che si ne evita l’ apertura di altri cento. La “chiave” del mistero allora va forse ricercata in un’ intervista a Kim Schmitz di TorrentFreak tenuta qualche mese fa:

“Abbiamo una soluzione chiamata Megakey che permetterà agli artisti di guadagnare anche nel caso di utenti che scaricano gratis. Si, pagheremo gli artisti anche per download gratuiti. Questo modello negoziale lo abbiamo già provato con più di un milione di utenti e funziona. Il prossimo anno si sentirà parlare di Megabox e di accordi esclusivi con artisti che vorranno abbandonare modelli negoziali obsoleti come quelli finora.”

Ciò che Dotcom aveva preannunciato era dunque un utilizzo ulteriore della piattaforma per distribuire prodotti audiovideodigitali in modo del tutto legale e regolando un sistema di pagamento diretto tra acquirente ed autore (seppur non siano del tutto chiare le modalità tecniche).
Con questi dati alla mano torna in mente una vicenda risalente a dicembre scorso, riguardante un video pubblicato su YouTube nel quale artisti musicali del calibro di Alicia Keys e Snoop Dogg esprimevano supporto per la piattaforma di condivisione Megaupload. Poco tempo dopo il video fu oscurato a causa di un’ accusa sollevata da niente-di-meno-che la Universal Music Group, per altro con una manovra censoria di cui non sono chiare le dinamiche.

Alla luce di tutto ciò dunque la chiusura di MegaUpload acquista un nuovo significato, e si colloca in un ampia critica alla vera natura delle attuali norme in materia di diritto d’ autore.
Quello che Dotcom aveva capito è che la rete Internet, oltre che essere mezzo utile per la condivisione gratuita e a scopo personale di risorse, può offrire al giorno d’ oggi un nuovo modello di distribuzione, nel quale la tecnologia sia veicolo diretto di scambio tra produttore e acquirente svincolando così il processo da quella che Wark McKenzie definiva la “classe vettoriale”, lobbyes e case discografiche, ovvero coloro che fino ad oggi monopolizzavano la distribuzione di sapere aumentando quindi anche i costi di servizio ma senza aggiungere nulla al contenuto artistico dell’ opera.
Per di più multinazionali e major stanno acquistando al giorno d’oggi sempre più potere politico, tanto da spingere il governo Obama in un azione internazionale coinvolgendo addirittura l’ FBI!

Le regole vigenti in termini di proprietà intellettuale inoltre, non sono più da considerarsi garanti dell’ autore, bensì subdolo mezzo con cui il mondo economico tiene in ostaggio quello artistico.
Come detto inizialmente, questo maxi-blitz poliziesco certo non porterà alla fine dello streaming, anzi forse lo potenzierà facendo sì che questo trovi nuovi mezzi e nuove strategie comunicative; il Mondo, per quanto qualcuno ne sia dispiaciuto, si sta evolvendo, e la strada della condivisione multimediale troverà sempre nuovi sbocchi da cui ripartire.
Tutto ciò che il mondo istituzionale deve fare è rinunciare all’inutile repressione e cominciare a pensare a nuovi modelli di produzione, di scambio e di commercio, svincolati dalle pratiche fittizie fino ad oggi portate avanti, accondiscendenti del fatto che le nuove tecnologie hanno modificato per sempre la struttura sociale.
Ciò che resta da fare a noi, d’ altra parte, è predisporsi alla difesa dell’ informazione e all’ organizzazione di nuovi modelli produttivi, le cui forme sono tutte da scoprire.

tratto da http://www.liberarchia.net/blog/?p=670

giugno 2012

AddThis Social Bookmark Button

Terremoto: Media compiacenti e media scomodi

E-mail
terremoto_tendopoli_emiliaOra mai è chiaro il ruolo dei media nel gestire la situazione del terremoto, una gestione basata sulla narrazione del “ va tutto bene” “ci rialzeremo”, evitando di scrivere e raccontare quelle che sono le reali situazioni che emergono giorno dopo giorno nei paesi colpiti dal sisma.
Questo giochino è iniziato appena finita la narrazione dell'emergenza in se delle prime ore del terremoto. Subito a parlare dei beni storici, dei capannoni e di tutto quello che può creare profitto, dimenticandosi delle persone che ancora ora vivono e provano ripartire dalle loro tende e dalla propria dignità di persona. Non passa giorno sfogliando i giornali e i siti dove si eviti con cura di parlare dei problemi dei lavoratori se non quando sono “costretti” a evidenziare denuncie troppo palesi da non poterle pubblicare, riversando tutta la preoccupazione verso quei datori di lavoro che non si sono e non si fanno scrupoli nel continuare a relaizzare profitto nel nome della forte e produttiva emilia; si evitano con cura di andare ad analizzare le situazione nelle piccole frazione e delle tendopoli autogestite dove la “beneamata” protezione cilive evita di arrivare.

Questa logica si è poi evidenziata nella stessa giornata “presidenziale” dove editorialisti della nostra redazione sono stati portati fuori di peso per il chiaro timore che potessero rovinare la loro giornata di festa ed evitando con cura di dare maggior risalto alle centinaia di persone che fuori hanno salutato calorosamente il presidente, dovendosi scontrare con l'arroganza del loro stesso sindaco e della forza pubblica.

Quello che però rimane lo hanno visto tutti e come redazione continueremo a narrare quello che succede in quelle terre giorno dopo giorno, stando tra la gente e la loro rabbia, raccontando quello che avviene nei paesini dimenticati dagli “aiuti”, tra le numerose tendopoli autogestite, verificando come le promesse della politica Italiana cadranno come foglie dagli alberi in autunno.

Questo è il nostro ruolo, narrare e portare alla gente quelle che sono le reali situazioni, le lotte che ogni giorno in Italia si aprono nel tentativo di scardinare un potere sempre più chiuso in se stesso. Perché lentamente ci stiamo avvicinando sempre più al modello Aquila, e nessuno lo vuole dire, con una sola differenza, quella della tempistica, perché memori di quella esperienza la governance (governo – Protezione civile) sta andando con i piedi leggeri e cautela nel prendersi il controllo totale della situazione.
infoaut_modena
11 giugno 2012
AddThis Social Bookmark Button

Pagina 65 di 131

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy..

Accetto cookies da questo sito