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COMUNICAZIONE E MEDIA

Acta, chiudere Internet. L’ultimo regalo dell’Europa di Monti e Napolitano

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no_actaE’ ormai luogo comune che il vecchio gerarca Giorgio Napolitano si ecciti alla sola pronuncia della parola “sacrifici”. Il rito sacrificale, l’hanno capito in molti, di solito funziona così. A livello europeo si decide una politica per difendere i diritti di banche completamente invase di titoli tossici, si indirizzano le risorse dalla società alle banche, e qualcuno a livello nazionale la legittima parlando di necessità di sacrifici. “Non ci sono alternative”, il mantra sinistro dei sacrifici risuona in Grecia come in Italia.
Siccome siamo nella società della conoscenza e dei beni digitali era impensabile che i sacrifici si indirizzassero solamente nell’assenza di beni, reddito e servizi. Ecco quindi l’adesione dell’Unione Europea all’Acta. Per adesso si tratta di una sigla sconosciuta al di fuori degli addetti ai lavori ma ci sono serie possibilità che trovi una grossa notorietà.
Eppure è già stata fatta una giornata di protesta mondiale contro l’Acta. A Monaco di Baviera, nonostante un freddo polare, nella stessa giornata mondiale di protesta sono scese in piazza 20.000 persone. Ma che cosa è l’Acta?
Si tratta di un accordo, frutto anche di una serie di accordi internazionali degli anni precedenti, tra diversi paesi, con gli Usa come capofila, per regolare le politiche mondiali contro la contraffazione. E’ noto soprattutto per lo schema giuridico che impone contro Internet anche se non c’è affatto da dimenticare che cerca di difendere le multinazionali farmaceutiche e i loro costosi brevetti. L’Acta, vanto dell’amministrazione Obama, è stato firmato il primo ottobre 2011. Per diventare veramente globale, ed efficace, aveva bisogno dell’adesione dell’Unione Europea.  E puntualmente a gennaio di quest’anno l’Unione Europea l’ha firmato. Nel mese di giugno il parlamento europeo sarà chiamato a ratificare l’accordo.

Ma perché l’accordo, che troverà Monti e Napolitano come watchdog una volta ratificato, è così pericoloso per le libertà e persino per l’uso stesso di Internet?
Basta solo leggere cosa recita l’articolo 27 della sezione 5 dell’accordo: il paragrafo 1), 2) e 6) sono un’aperta permissione a  poter utilizzare, da parte delle corporation, mezzi giudiziari al di fuori dalla norma per proteggere i loro prodotti dallo streaming e dal download. In nome della negazione di un diritto naturale, passarsi materiali di cui si è in possesso, una corporation potrà fare di tutto. Spiare, buttare giù siti, violare ogni norma elementare di privacy.  Lo stato di eccezione si trasferisce dal piano militare ed economico (il “non ci sono alternative” nella distruzione di Grecia e Italia) a quello della difesa del copyright. In nome di questo tipo di stato di eccezione ogni regola è permessa. Internet, se l’Acta entrasse a regime, sarebbe il sinistro regalo dell’amministrazione Obama,  quella eletta con la campagna elettorale su youtube e facebook. Rendendo facebook e youtube inutilizzabili: visto che ogni uso (citazione di giornali, film etc) sarà considerato come violazione di copyright.

E così a partire dal 2012 le tetre frasi di Napolitano, e da chi gli succederà, su “gli impegni sottoscritti dall’Europa”  potrebbero assumere altre sfumature. Direttamente sul nostro pc. Impoverendo direttamente le persone che, nel mezzo di una crisi micidiale, riescono a usufruire di beni digitali gratis. Oppure facendo un utille piccolo commercio. Senza parlare delle limitazioni della libertà di espressione conseguenti a questo stato di emergenza dettato dal copyright. A giugno l’europarlamento vota. Si tratta di unirsi alla protesta. Per tutelare i propri diritti e per lasciare i Monti e i Napolitano a ragliare alla luna.

(red) 12 febbraio 2012

La fonte
http://en.wikipedia.org/wiki/Anti-Counterfeiting_Trade_Agreement

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Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Febbraio 2012 16:45

Anonymous hackera il sito del carcere delle Vallette

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Il movimento No Tav non è solo! La Valle non è sola! I prigionieri arrestati non sono soli!

anonymous_sito_valletteUn'altra iniziativa di solidarietà si aggiunge alle decine già in atto nelle ultime settimane. Anonymous ha preso il controllo del sito www.circondarialetorino.it aprendo una breccia nei suoi sistemi di sicurezza: il culmine di un'escalation di indignazione e rabbia che ha attraversato la rete, dopo che due settimane fa la scure repressiva brandita da Caselli si è abbattuta sulla Val Susa.  Gli attivisti dietro la maschera di V hanno servito l'ennesima portata dell'#OperationGreenRights (dopo le due precedenti azioni che a dicembre avevano colpito le lobby SI Tav ed i loro referenti politici), denunciando anche - come già fatto la scorsa estate - le inammissibili condizioni carcerarie a cui sono quotidianamente costretti i detenuti nei penitenziari italiani.
Un'azione rivendicata con un comunicato in cui, oltre a ribadire la solidarietà alla Val di Susa in lotta contro l'alta velocità, Anonymous prende duramente posizione contro «i trattamenti che vengono riservati ai nostri Compagni reclusi»; e che arriva a poche ore dai trasferimenti operati dall'autorità penitenziaria in seguito alle proteste organizzate congiuntamente dai militanti No Tav e dagli altri detenuti per denunciare le pesanti condizioni di agibilità dentro il carcere torinese delle Vallette. Con un augurio finale già risuonato nei giorni scorsi dai boschi della Clarea, alle piazze delle città italiane fino alle chat room in rete: «LIBER* TUTT* LIBER* SUBITO!»

NOTAV - Freedom For All

http://operationgreenrights.blogspot.com/2012/02/notav-freedom-for-all.html

DEFACE ON Turin Jail

www.ciracondarialetorino.it

***

All’attenzione dei cittadini italiani.

Apprendiamo con sdegno del trattamento riservato ai notav arrestati il 26 gennaio.Oltre al vile  atto di repressione contro un movimento saldo, unito e determinato che va avanti da 20 anni si aggiungono i trattamenti che vengono riservati ai nostri Compagni reclusi in carcere.Alcuni attivisti NOTAV hanno scritto una lettera "contro le pesanti condizioni di agibilità interna".
"Al detenuto spettano per disposizione ministeriale, 4 ore d'aria. Fino a poco tempo fa in queste ore venivano  aperte le celle e si poteva passeggiare nel corridoio o, volendo,  entrare in un'altra cella. Ultimamente ci fanno uscire e, dopo un quarto  d'ora, ci fanno entrare nelle celle in cui vogliamo stare. In questi  giorni d'emergenza freddo è impossibile uscire all'aria anche perché i  cortili sono invasi dalla neve. Se non esci all'aria aperta ti obbligano a stare chiuso in cella.  Martedì sera, nella nostra sezione le condizioni sono state inasprite.
Invece di aprire tutte le celle  contemporaneamente venivano aperte una alla volta, ti portavano alla cella che volevi e ti richiudevano nuovamente. Quando ci hanno aperto noi siamo rimasti in corridoio rifiutando di farci nuovamente rinchiudere. Allora han provato a metterci contro gli altri, dicendo che fino a quando noi eravamo in corridoio non avrebbero più aperto a nessuno. Dopo esserci consultati con gli altri detenuti, abbiamo deciso  di non desistere.
Come i banchieri cercano di far pagare  la crisi ai lavoratori in carcere si cerca di far pagare il  sovraffollamento ai detenuti. Vengono progressivamente ridotte le  dotazioni come detersivi, carta igienica, e, con la scusa di maggiori  difficoltà di gestione, gli spazi di agibilità. La lotta non si fermerà.
I detenuti del 26 gennaio 2012".
Il giorno 09/02/2012 dopo questa lettera e alcune proteste diversi detenuti No Tav sono stati trasferiti dal carcere delle Vallette di Torino in altre strutture penitenziarie piemontesi "perchè i No Tav in carcere facevano gruppo e infastidivano gli agenti cercando di coinvolgere altri detenuti nei loro tentativi di protesta".
Per l'ennesima volta volete provare a dividere un movimento che si è dimostrato tanto unito quanto determinato, ma com'è gia stato dimostrato non ci riuscirete.
Anonymous si unisce ancora una volta nella lotta contro un opera inutile e costosa in cui sono chiaramente  immischiate aziende mafiose. Ancora una volta dalla parte dei notav e del  popolo. Delle donne uomini,anziani e ragazzi che da ventanni portano avanti questa battaglia per il bene di tutti: vengono  menati, gasati, denunciati, arrestati e incarcerati per una battaglia che è anche la nostra.


DIETRO QUELLE BARRICATE, IN QUEI BOSCHI, DAVANTI A QUELLE RECINZIONI C'ERAVAMO TUTTI.
LIBERTA' PER I NO TAV ARRESTATI IN VALSUSA.
LIBERTÀ PER TUTTI GLI ARRESTATI.
LIBER* TUTT*.
LIBER* SUBITO.
...À SARÀ DÜRA!

We are Anonymous
We are Legion
We do not Forgive
We do not Forget
Expect Us

tratto da www.infoaut.org

10 febbraio 2012

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Grosso guaio al manifesto

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Il giornale fondato da Rossanda, Parlato e Pintor vede arrivare un liquidatore nominato dal ministero. "La fase più dura in quarant'anni di storia" scrive il collettivo. Un passaggio cruciale nella storia dell'informazione di sinistra

il_manifestoIl manifesto è in liquidazione. La situazione è meno drammatica del termine utilizzato perché la nomina di un liquidatore significa avere tempo per fare il conto dei debiti e dei crediti, provare a trovare soluzioni anche se con un controllore (che in genere viene nominato in forma non troppo sgradita all'impresa). Ma è comunque un passaggio drammatico, "il più difficile della storia quarantennale del manifesto" come scrive il collettivo del quotidiano nel documento che pubblichiamo a seguire. Nelle stesse ore si sta tenendo una nuova assemblea dei lavoratori di Liberazione che pur di salvare il posto di lavoro e il giornale hanno offerto all'editore, il Partito della Rifondazione comunista, una parte del proprio stipendio in forma di donazione. L'offerta parte sia stata rifiutata perché non congrua con i meccanismi del finanziamento pubblico ma le cose potrebbero essere ancora in movimento. Quel che resta sul tavolo è una crisi verticale della stampa di sinistra e alternativa. Ci sono stati gli errori del passato, le supponenze e le superficialità. Ma sopra tutto pesa una situazione difficilissima in cui per ricostruire un pensiero critico serve un qualche colpo d'ala e non un semplice appello ai buoni sentimenti. In ogni caso, il nostro in bocca al lupo al manifesto e a Liberazione. (imq)

La lettera del collettivo de "il manifesto"
Il ministero per lo Sviluppo economico ha avviato la procedura di liquidazione coatta amministrativa della cooperativa editrice il manifesto. Ma il giornale resta in edicola e rilancia.
Questa procedura particolare - alternativa alla liquidazione volontaria e riservata tra gli altri alle cooperative - cautela la cooperativa da eventuali rischi di fallimento.
E' il momento più difficile della storia quarantennale de il manifesto.
La decisione di non opporsi alla procedura indicata dal ministero si è resa inevitabile dopo la riduzione drastica e retroattiva dei contributi pubblici per l'editoria non profit. Nonostante le promesse di intervento fatte dal presidente del consiglio Mario Monti e l'esplicita richiesta in tal senso del presidente della Repubblica, a oggi nessuna soluzione è stata trovata.

Roma, 8 febbraio 2012 il collettivo del manifesto

tratto da http://ilmegafonoquotidiano.globalist.it

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Volunia, il motore di ricerca social made in Italy

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voluniaSi è presentanto al web, in streaming mondiale, un progetto made in Italy al 100%. Cervelli italiani, software italiani, sviluppatori italiani, hardware italiani e, dulcis in fundo, sognatori italiani.

Italiano è stato, ovviamente, anche l'ateneo all'interno del quale si è svolto l'evento. L'Università di Padova, difatti, è una delle realtà accademiche italiane maggiormente proiettate verso l'innovazione ed a dirlo sono anche i numeri: 46.700 addetti che si occupano dell'IT di eccellenza e 15.500 imprese attive sul territorio.

Ma veniamo al progetto: si chiama Volunia, potrebbe definirsi come una sorta di “motore di ricerca social” ed è stato partorito dalla mente del professor Massimo Marchiori, docente di reti e web presso l'Università di Padova. Marchiori, già premiato nel 2004 con il prestigioso TR100 dalla rivista del MIT, è anche l'ideatore dell'algoritmo Hyper Search che ha aiutato un certo Larry Page a creare uno dei motori di ricerca più potenti ed importanti del mondo. Ma il geniale prof ha voluto spingersi oltre e partorire una creatura che, sfatando la consueta retorica che vuole ogni nuovo search engine come “l’anti-google” destinato a fallire miseramente, cercherà di portare una reale innovazione, oseremmo dire una vera e propria rivoluzione nel modo di fare ricerca su internet.

Marchiori, durante la conferenza di presentazione, ha però voluto porre in primis l’accento sul team, tutto rigorosamente tricolore, che ha partecipato alla creazione del suo Volunia. “Nel nostro paese si parla quasi solo di fuga all'estero dei cervelli e di scarsa volontà di rimboccarsi le maniche – ha osservato  - ma basta creare la giusta opportunità ed ecco cosa sono capaci di fare gli italiani”. Ma cosa sono stati capace di sviluppare questi italiani? Alcuni dei quali si sono anche licenziati per poter portare avanti un progetto che, essendo particolarmente innovativo, presentava e presenta anche un notevole tasso di rischio?

volunia_logoCome dicevamo, Volunia si lancerà sul world wide web proponendo un approccio diverso alla normale attività di ricerca. Da circa 13 anni, infatti, i search engine come Virgilio, Yahoo, e Google sono cambiati poco: si inseriscono le parole chiave, si ottengono dei suggerimenti se i temi sono particolarmente popolari e poi ci si trova dinanzi ad una mole enorme di link ed informazioni che l’utente deve filtrare. Il risultato, soprattutto per i naviganti meno esperti e quando si ricercano argomenti generici, è un senso generico di spaesamento e di sovrainformazione. Con la nuova filofia del “seek and meet” (cerca e trova) Volunia si proporrà come “guida sociale” di ogni singolo net surfer. In che modo, fondendo l’esperienza del web 1.0 con quella, infinitamente più interattiva, del web 2.0 definitivamente consacrato da Facebook.E dunque: come funziona concretamente questo nuovo motore di ricerca che non si limita a fornirti risultati ma ti garantisce anche una vera e propria assistenza di navigazione ed un maggior ordine nelle informazioni? Poniamo come esempio la ricerca di un portale di news. Inseriamo la parola chiave, il motore ci da i risultati e noi clicchiamo sul sito che sembra avvicinarsi maggiormente alle nostre esigenze. A questo punto entra in azione Volunia con un’operazione di “volo multimediale” che ci permette di visualizzare foto, musica, video ed immagini suddivisi in menù interattivi posizionati su di una barra che ricorda i menù tipici dei social network. Nella barra, infatti, è presente anche un pulsante sul quale è possibile visualizzare tutti i profili delle persone connesse sul sito in quel preciso momento e la mappa generale del portale.

In altri termini, quando visitiamo un portale con Volunia, possiamo non solo sapere quanti altri utenti sono connessi in quel preciso momento su quel determinato sito ma, in aggiunta, possiamo interagire con loro e scambiare informazioni. Ci sono poi altre funzioni tipicamente “sociali” come il tasto share per condividere i contenuti più interessanti con la vostra lista contatti ed il pulsante “seguimi”, utile per invitare sul sito che state esplorando un vostro amico. Il nuovo motore di ricerca rompe dunque la consueta divisione tra informazioni ed utenti e da a tutti l’opportunità di interagire, in tempo reale, con i contenuti. In questo modo, se ci troviamo ad esempio su un sito di e-commerce per acquistere una macchina fotografica ma non siamo particolarmente eruditi in materia, possiamo chiedere l’aiuto di un amico o un di un semplice conoscente che invece sappiamo essere ferrato sul tema.

L'incredibile aspetto innovativo del progetto, del resto, è stato testimoniato dall'enorme visibilità che il mondo informatico ha riservato a Volunia ed al suo indeatore, con una presentazione in streaming mondiale che, per un giorno, ha messo l'Italia al centro delle eccellenze globali della ricerca. In questo senso ci pare addirittura superfluo sottolineare, ancora una volta, come in Italia in trope occasioni spicchi il rapporto di proporzione inversa tra menti geniali ed investimenti nel settore dell'innovazione tecnologia, dell'impresa e quindi anche del lavoro e dell'occupazione. Un grande plauso, in conclusione, va quindi alla squadra guidata da Marchiori.

Germano Milite

tratto da you-ng.it

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Ultimo aggiornamento Martedì 07 Febbraio 2012 07:46

La “spiritualità” di Fidel e la pochezza de La Repubblica

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La Repubblica ci “riprova”. Stavolta giggioneggia sulla presunta conversione di Fidel Castro alla religione cattolica alla vigilia del viaggio del Papa a Cuba. Ma le fonti sono inattendibili. “Fidel Castro è un portatore di spiritualità che non va confusa con la religione” afferma il prof. Luciano Vasapollo che ha incontrato sia Fidel Castro che Papa Ratzinger.

fidel_intervistaE' quasi un tic nervoso quello de La Repubblica. Periodicamente sul quotidiano “liberal” escono articoli su Cuba che fanno disinformazione sofisticata e magari cercano anche lo scandalo. Oggi è il turno di una intera pagina, annunciata già dalla prima, in cui Marco Ansaldo e il noto “esperto” di Cuba Omero CIAi giggioneggiano su una presunta conversione di Fidel Castro alla religione cattolica. Un articolo fondato su poco o nulla ma che alla vigilia del viaggio del Papa a Cuba, prevista per marzo, dovrebbe suscitare un qualche interesse. Le fonti citate da La Repubblica a sostegno dei propri articoli sono Alina Castro, la figlia di Fidel che vive però a Miami, non vede e non sente il padre da moltissimi anni e si presta a tutte le operazioni politiche e mediatiche contro Cuba. Chi scrive l'ha affrontata anni fa in un dibattito televisivo su Sky, ricavandone una pessima impressione. I rappporti tra padri e figli sono una sfera molto particolare e molto privati, ma quando vengono usati per finalità politiche, i risultati sono piuttosto penosi. Detto in soldoni: Alina Castro è la persona meno indicata e meno informata per conoscere il pensiero del padre. L'altra fonte evocata, ma non citata, da La Repubblica è il Vaticano, un luogo dove la discrezione e la riservatezza sono elemento fondativo e dove solo vaticanisti assai più esperti di Marco Ansaldo riuscivano a districarsi tra le righe, le parole e soprattutto i silenzi.
Abbiamo chiesto un commento su questa vicenda al prof. Luciano Vasapollo. Docente dell'Università La Sapienza di Roma, impegnato politicamente da sempre e soprattutto su ciò riguarda la solidarietà con il processo rivoluzionario cubano. Il prof. Vasapollo ha incontrato diverse Fidel Castro e, recentemente insieme al direttore di “Jesus” la rivista dei Paolini, ha incontrato anche Papa Ratzinger consegnandogli una lettera sulla vicenda dei Cinque Cubani ancora prigionieri negli Stati Uniti. Nell'ultimo anno ha illustrato la storia dei Cinque cubani in diverse conferenze tenutesi in alcune parrocchie della Capitale. Insomma, uno che conosce bene Cuba e la Chiesa Catolica sia “in alto” che in basso.
“Fidel Castro è un portatore di spiritualità che non va confusa con la religione” ci spiega il prof. Vasapollo “Si tratta di un sistema di valori etici che trascendono dalla religiosità”. “Anche io sono ateo ma sono un protatoredi spiritualità, infatti è un errore ritenere che solo la religione possieda il monopolio dei valori etici”.
Ma questa notizia della conversione di Fidel Castro può avere qualche fondamento? “Fidel Castro, l'ho incontrato diverse volte e posso confermarlo, è un uomo di profonda cultura, ha studiato presso i gesuiti e conosce in modo approfondito la religione, anche quella cattolica, e ne sa distinguere gli elementi positivi da quelli negativi. Per chi vuole conoscere questo aspetto dell'elaborazione di Fidel Castro, suggerisco di leggere il libro edito anche in italiano “Fidel Castro, la mia fede” pubblicato e ristampato ben tre tre volte dalle edizioni Paoline. Il direttore di Jesus, Mons. Tarsia ha incontrato diverse volte Fidel Castro in preparazione del viaggio di Papa Woytila a Cuba.
Ma perchè proprio adesso La Repubblica si presta a queste operazioni di manipolazione mediatica e culturale verso Fidel Castro? “Ogni volta che un Papa va a Cuba si aprono polemiche di questo tipo che cercano di demonizzare Cuba anche quando non c'è motivo. Il governo cubano ha avuto sempre grande rispetto per le religioni, inclusa quella cattolica che è maggioritaria – ma non esclusiva – tra i credenti a Cuba” spiega il prof. Vasapollo “Personalmente ho incontrato decine di comunisti e compagni cubani che sono cristiani, alcuni cattolici, altri protestanti o battisti, metodisti etc.”. Una constatazione, quella del prof. Vasapollo, che possiamo confermare avendo incontrato in Italia e a Cuba anche gli esponenti del Cec (il Consiglio Ecumenico di Cuba) che coordina le varie chiese nell'isola, tra essi molti , oltre a straordinarie personalità come il reverendo e teologo Raul Suarez,  sono anche militanti o iscritti al partito comunista.
Secondo te quali aspettative ci sono sul prossimo viaggio del Papa a Cuba? “Recentemente Raul Castro ha ribadito che “attendiamo con grande rispetto e felicità il Papa a Cuba, come capo di stato e come capo della comunità cattolica”. Secondo il prof. Vasapollo il viaggio di Papa Ratzinger “rafforzerà le relazioni tra Cuba e il Vaticano e il popolo cubano parteciperà con orgoglio aegli eventi previsti per la visita del Pontefice”. Infine, ci tiene a sottolineare il prof. Vasapollo, occorrerebbe maggior cautela e rispetto quando si entra nella sfera privata anche di un personaggio pubblico e storico come Fidel Castro, una accortezza e una qualità che i giornalisti di Repubblica non sembrano dimostrare.

Sergio Cararo

tratto da www.contropiano.org

2 febbraio 2012

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Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Febbraio 2012 11:16

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