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Internazionale

Ancora gravi scontri in Cisgiordania. I villaggi di Bili'n e Nili'n dichiarati zona militare. La comunità internazionale tace

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jerusalme_riot

Dopo la giornata di ieri, proseguono gli scontri a Gerusalemme e in altri luoghi della Cisgiordania. I villaggi di Bili'n e Nili'n, luoghi simboli della resistenza palestinese, dove ogni venerdì si svolgono manifestazioni contro la costruzione del muro, saranno dichiarati “zone militari chiuse” proprio ogni venerdì, dalle 8 del mattino alle 8 di sera, per un periodo di sei mesi. In tutta la Cisgiordania e a Gerusalemme in particolare sono in corso e proseguiranno nei prossimi giorni rastrellamenti casa per casa per arrestare i protagonisti della protesta. La comunità internazionale non ha ancora espresso nessuna posizione sulla vicenda (red.)

Centinaia di studenti palestinesi si sono scontrati stamattina con le forze israeliane in Cisgiordania. Testimoni riportano che gli incidenti sono tuttora in corso, e che sono scoppiati nei pressi di un checkpoint militare allo svincolo di Beita, a sud di Nablus. Non si hanno finora notizie di feriti né di arresti. Un portavoce militare israeliano ha inoltre riferito che le forze armate stavano impiegando misure anti-sommossa contro 100 dimostranti. Ha poi aggiunto che a Hebron 20 palestinesi stavano lanciando pietre nel villaggio di Anun, a nord della colonia illegale di Kiryat Arba. La polizia dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) ha impedito ad alcuni studenti di protestare vicino a Beit Jala nell'evidente tentativo di non far degenerare il clima di violenza, che dura da 48 ore. La scintilla delle tensioni è scaturita dagli scontri sulla questione dell'accesso ai luoghi sacri della Gerusalemme occupata, che hanno visto il ferimento di decine tra palestinesi e uomini della polizia. Il numero di palestinesi feriti ammonterebbe a 91, e 60 di loro sarebbero sotto arresto, secondo alcune fonti. Circa 40 palestinesi sono stati raggiunti da proiettili di gomma sparati dalle forze israeliane, e sette di loro sono stati colpiti agli occhi. Un giornalista straniero è stato ferito a Eisawiyyah, quartiere di Gerusalemme est. Dall'altra parte, un ufficiale di polizia israeliano è stato colpito alla mano da un proiettile ieri sera nella zona nord di Gerusalemme, come riferiscono fonti della polizia stessa. Ammontano a 14 i poliziotti feriti durante gli incidenti, tra cui quattro ricoverati in ospedale.

 

tratto da infopal.it,

(foto zion)

17 marzo 2010

Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Marzo 2010 14:45

Scontri a Gerusalemme e in tutta la Cisgiordania

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La "giornata della collera" alba di una terza Intifada?

palestina_scontri_ponteCisgiordania. Scontri sono scoppiati stamattina tra i manifestanti palestinesi e l'esercito e la polizia israeliani nei Territori palestinesi occupati di Cisgiordania, dopo che la giornata di ieri è stata segnata dalle tensioni sulla questione dei siti religiosi islamici.  Le violenze si sono concentrate principalmente a Gerusalemme e nel circondario, in particolare nel campo profughi di Shufat, Eisaweyah, Ras al-Amud e Wadi al-Juz, quest'ultima all'interno del quartiere di Silwan, così come in altri quartieri e distretti della Città Vecchia.
Le forze israeliane sono state filmate a Eisaweyah mentre impedivano ai giornalisti di coprire ciò che stava accadendo.

Nel campo di Shufat, centinaia di giovani palestinesi hanno attaccato un posto di blocco piazzato davanti ad una delle entrate, lanciando pietre alle forze israeliane che stazionavano nelle vicinanze: lo riferisce il corrispondente di Ma'an a Gerusalemme. Sul posto, aggiunge l'inviato, sono state chiamate forze di polizia speciali, che hanno lanciato gas lacrimogeni e bombe suono e sparato proiettili di gomma ai manifestanti. Due giovani palestinesi sarebbero stati arrestati.
Altri tafferugli erano scoppiati in precedenza a Qalandiya, tra Ramallah e Gerusalemme, come ha affermato un funzionario della sicurezza israeliana.

Al-Quds (Gerusalemme) occupata – Infopal, 16 marzo.

Ore 11: sono almeno 9 i feriti palestinesi. L'esercito di occupazione sta facendo un "uso eccessivo della forze" contro i manifestanti.

Ore 9,30. Questa mattina presto, sono scoppiati violenti scontri in varie zone di al-Quds (Gerusalemme), in concomitanza con l’inaugurazione, da parte di ebrei estremisti, della cosiddetta “sinagoga delle rovine” [si tratta di una sinagoga in rovina da secoli, a circa 300 metri dalla moschea al-Aqsa, ndr], mentre gli stessi fanatici hanno annunciato la posa della prima pietra del cosiddetto “terzo tempio”.

Gli scontri sono avvenuti tra giovani palestinesi e poliziotti israeliani sia nel campo profughi di Sha‘fat che nei sobborghi di al-‘Isawiyya, dove i primi hanno lanciato pietre contro i secondi, i quali hanno risposto sparando lacrimogeni, bombe sonore e proiettili di gomma (acciaio rivestito di gomma, ndr) provocando diversi feriti.

Alcuni giovani hanno appiccato il fuoco a delle auto, e molte persone si sono concentrate nei due quartieri di Wadi al-Jawz e at-Tur nel tentativo di arrivare alla moschea al-Aqsa, mentre le forze d’occupazione sono intenzionate ad impedirglielo.

tratto da InfoPal

16 marzo 2010

Elezioni in Francia: per la sinistra vittoria a metà

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I socialisti battono Sarkozy ma il tasso di astensione è esorbitante: 53%. Una forma di "antipolitica" che si abbatte sul sistema istituzionale francese e che penalizza in primo luogo il presidente in carica. Magro risultato per l'estrema sinistra che complessivamente - Npa e Lo - ottiene il 4%. Ce n'è abbastanza per riflettere

sarkozyLa legge del pendolo è tornata a battere i suoi colpi nelle elezioni regionali francesi. Dopo la disfatta alle elezioni europee dello scorso anno, in cui il Partito socialista aveva ottenuto un misero 16% e Sarkozy poteva ergersi a vincitore pressoché assoluto, gli effetti della crisi e una gestione presidenziale semi-fallimentare, hanno spostato di nuovo il pendolo dei consensi verso il Ps che sfiora il 30% con il partito presidenziale passato al secondo posto con il 26% ma soprattutto privo di alleati per sostenere la sfida al secondo turno di domenica prossima. L’unica forza alla quale appoggiarsi è l’impresentabile Front National di Marie Le Pen ritornato in auge con l’11,5% - e che sarà presente in 12 regioni in ballottaggi "triangolari" - mentre i centristi di Bayrou sono sprofondati al 4% sotto la soglia necessaria per eleggere (e bisognerà vedere in quale regione sono riusciti a superarla). A sinistra invece si canta vittoria, perché la possibilità di “rassembler” per vincere il secondo turno è ampia. Europe Ecologie, infatti, pur perdendo terreno rispetto alle Europee ottiene un lusinghiero 12,3% che la colloca quale seconda forza politica della sinistra. Il Front de Gauche – che racchiude il Pcf e il Parti de Gauche di Melenchon – mantiene il risultato europeo del 6,2% mentre l’Npa, ampiamente penalizzato da elezioni amministrative, non va oltre il 2,4%, circa il doppio delle ultime regionali ma la metà rispetto alle europee.
Il voto va però analizzato da un altro punto di vista che rende la legge del pendolo assai monca. Il tasso di astensione è infatti del 53%, oltre la metà quindi degli elettori non è andata a votare. Una sconfessione schiacciante del sistema elettorale, della politica istituzionale e anche un modo “silenzioso” di esprimere dissenso rispetto alla politica di governo. Il dato è eclatante, la Francia ha già conosciuto livelli molto alti di disaffezione al voto ma non così elevati.
Le forze di sinistra tendono a sottovalutare il dato e a considerare la propria vittoria come il premio alle proprie strategie. Martine Aubry, segretaria del Ps, la considera un risarcimento alla propria segreteria – conquistata sul filo di lana contro Segolene Royal – e viatico alle presidenziali del 2010. Europe Ecologie vede nel voto la propria consacrazione a forza nazionale e, finalmente, in grado di aprire una vertenza con il Ps sulle presidenze di alcune regioni – il sistema elettorale francese ammette al secondo turno le liste che superano il 10%, quindi anche Europe ecologie che ritirerà la propria lista per confluire sul candidato socialista ma che, in base alla trattativa con il Ps, si potrà mantenere in alcune regioni ottenendo il supporto del partito di Aubry. Il Front de Gauche, invece, vede premiata la sua linea di “sinistra del centrosinistra” per usare un’espressione italiana, con una ipotesi di profilo autonomo ma sempre legato alla prospettiva dell’alleanza di governo con i socialisti. Linea ben sintetizzata dalla parole della segretaria Marie George Buffet: “Domanderemo certamente di essere rappresentati nelle liste di sinistra al secondo turno a livello del nostro risultato in ogni regione. Occorre che ciascun partner abbia il suo giusto posto per costruire delle buone gestioni nelle varie regioni”.
Gli unici che non si vedono premiati sono le liste di estrema sinistra, Npa e Lutte ouvriere (1,3%) che continuano a presidiare circa il 4% dei consensi ma che risultano come pesci fuori dall’acqua in elezioni amministrative. L’Npa, in particolare dovrà affrontare una discussione interna non facile. Sul modo di arrivare a queste elezioni si era infatti tenuto un referendum tra gli iscritti che aveva visto tre posizioni pressoché equivalenti: andare da soli ovunque, fare accordi a sinistra, fare accordi solo dove era possibile, cioè dove si escludeva l’ipotesi di un’alleanza di governo con i socialisti. Questo è avvenuto in tre casi e il risultato complessivo delle liste unitesi – Npa-Pg in due regioni con il 4% circa e Npa-Front de Gauche nella Languedoc-Roussillon con l’8% – non è cambiato di molto.
Ma, come dicevamo, la questione che resta aperta è il bilancio che verrà fatto del tasso record di astensione. E in particolare per una forza come l’Npa – ma il discorso può essere esteso alle altre organizzazioni della sinistra – il problema principale è come attirare questo grande scatto di “antipolitica” in un progetto politico. Finora c'è riuscita con la candidatura "antisistema" di Besancenot alle presidenziali ma a livello politico e amministrativo è più difficile e avrà bisogno di più tempo e di una maggiore solidità del partito che non è ancora davvero costruito.
Il dibattito francese ruota ora attorno alle prospettive per il secondo turno ma anche alle misure che prenderà Sarkozy per reagire alla sconfitta: rilanciare il volontarismo autoritario che ne ha permesso la vittoria nel 2007 o raddrizzare un po’ la linea? Difficile rispondere, vedremo cosa inventerà il presidente berlusconizzato. Secondo Le Figaro ha “otto giorno per evitare la débable”. A sinistra invece sono già cominciate le trattative per il secondo turno. Ma anche qui se non si da il giusto peso all’astensione non cambierà nulla.

La giornata del ricordo in Lettonia? In memoria delle SS

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lettonia_ssIn Lettonia le autorità consentono l´esaltazione delle SS e proteggono i criminali di guerra. Nell´indifferenza dei governi dell´Unione Europea.

Da qualche anno, nell´ignoranza pressoché totale dell´opinione pubblica europea, il 16 marzo è celebrato in Lettonia (repubblica ex sovietica appartenente all´Unione Europea) come "giornata del ricordo" della legione lettone delle Waffen SS, che ha partecipato, integrata nell´armata hitleriana, non solo alle operazioni di repressione della Resistenza, ma anche allo sterminio di decine di migliaia di ebrei e di appartenenti alle minoranze nazionali. Fin dal 2008, il lugubre rituale del "ricordo" si concretizza nell´organizzazione di marce, a cui prendono parte i criminali reduci del collaborazionismo e i loro simpatizzanti neofascisti. Adunate che godono della protezione delle autorità locali. Lo stesso presidente della Repubblica ebbe a dichiarare nel 2008 che "non considerava nazisti" i veterani della legione SS lettone.

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European Wave: mobilitazione studentesca a Vienna contro il "processo di Bologna"!

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uniriot_vienna[Diretta InfoAut dal corteo di Vienna contro il processo di Bologna]
 
ore 18:15 - Prosegue il corteo. Tantissimi studenti e studentesse in piazza contro il processo di Bologna! Continua la marcia verso il palazzo imperiale...!

ore 17:30 - 5mila studenti e studentesse in corteo al grido Against Bologna Process! La manifestazione prosegue verso il castello imperiale, continua a crescere nei numeri. Lungo la strada dalle case vengono calati striscioni.

ore 17:18 - Azioni dimostrative con lancio di vernice contro alcune multinazionali. Continuano i cori "di chi è l'università? E' nostra l'università"

ore 17:00 - La manifestazione si dirige verso Hofburg, dove si incontreranno i ministri dell'istruzione europei per "celebrare" il decennale del processo di Bologna: l'European Wave tenterà, effettuando blocchi attorno il palazzo, di fermare e disturbare l'inizio del fuoriluogo galà...!

ore 16:45 - Partito il corteo! Almeno 3mila studenti e stiudentesse in piazza. Deve ancora giungere il treno Bologna Burns che ha fatto tappa nelle principali città austriache per portare nella capitale tutt*. Numerosa la delegazione italiana delle facoltà ribelli.

ore 16:30 -
Sta per partire il corteo.

ore 16:00 - Continuano ad arrivare studenti e studentesse a West Bannholf. Lo spezzone UniRiot espone uno striscione con scritto: "No rewind, rewave! We were all behind that shield!", molto applaudito l'intervento di UniRiot dal camion.

ore 15:20 - Sono diverse migliaia le persone riunite nel luogo del concentramento. La carovana delle facoltà ribelli ha aperto lo striscione "Uniriot make Bologna history".

ore 15 - Dopo le assemblee nelle facoltà viennesi occupate dagli studenti e dalle studentesse, in 200 si muovono verso il concentramento.

In mobilitazione. Ieri sera, 500 studenti e studentesse di Vienna, intorno alle 20:30, hanno occupato l'aula magna mentre nelle altre facoltà si stanno tenendo assemblee molto affollate. Alle 21, dopo aver occupato l'aula Magna della NIG, sono state occupate altre aule che ospiteranno gli studenti che in questi giorni parteciperanno alle mobilitazioni contro la celebrazione del processo di Bologna, tra mezz'ora è prevista l'assemblea generale. Nel frattempo continuano ad arrivare studenti e studentesse da tutt'Europa...! Tra poche ore manifestazione europea vs "Bologna process"!

vedi anche:

tratto da www.infoaut.org

11 marzo 2010

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