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Squadristi con la falce e il martello. Paura e delirio a Montecitorio

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Pdl_falcemartelloLa frenesia della contaminazione culturale, assieme a quella del rovesciamento degli argomenti dell'avversario contro sé stesso, rappresenta un tratto classico della polemica politica italiana da molti anni a questa parte.
A volte ne vengono fuori elaborazioni originali, più spesso si tratta di polemica stanca giocata sul contropiede e su argomenti presi a prestito. a caso e un pò ovunque. Non è così per la più recente polemica tra finiani e il Pdl. Partito che è stato accusato, da parte dei seguaci di Gianfranco Fini, di "squadrismo" a causa di un tentativo di contestazione, da parte di esponenti del Pdl, ad un prossimo importante meeting del presidente della camera. Passi per il brivido, di ex missini, che danno dello squadrista a qualcuno dopo esserselo sentito dire per decenni. Passi anche che chiamare squadrista qualcuno che, per quanto servo del presidente del consiglio, al massimo farà due urli attento a non scomporsi le pieghe del vestito fa francamente sorridere. Ma definire squadrista la "deriva sinistrorsa/comunistoide del Pdl" (avete letto bene, citazione dal sito di Generazione Italia, la fondazione di Fini) è delirio conclamato e scatenato.
Francamente non c'eravamo accorti di un tentativo di socializzazione dei mezzi di produzione da parte del Pdl e ci eravamo fatti l'idea che Berlusconi non stesse abolendo gradualmente la proprietà privata (come da deriva comunistoide) ma velocemente quella pubblica. I finiani, interni ai segreti del palazzo, ci informano invece che Berlusconi sta procedendo verso il comunismo. Anche se in senso squadristico. E' un pò come sostenere che Che Guevara canticchiava in tedesco l'inno delle SS la mattina a colazione ma, li capiamo, cosa non si farebbe per lanciare un allarme accorato.
Per evidenziare la loro denuncia i finiani hanno anche costruito quello che, a loro avviso, è il simbolo della deriva comunista del Pdl. Una bella stella rossa con falce e martello, di quelle anni '30-'40 per non far mancare il riferimento a Stalin. La tipica stella degli squadristi, insomma. Di sicuro i finani susciteranno l'invidia di chi, a cavallo tra gli anni '60 e '70, ha assunto quantità industriali di sostanze stupefacenti per poter toccare questi livelli di delirio senza raggiungerli. Ha fatto proprio male Guy Debord a suicidarsi: se l'Italia della fine degli anni '70 fu una ottima ispirazione per i Commentari della società dello spettacolo, quella di questi anni poteva regalargli materiali tali da farlo assumere ai livelli di un titano del pensiero.

la fonte

http://www.generazioneitalia.it/2010/09/01/gli-squadristi-della-liberta-preparano-la-contestazione-a-fini/

(red) 1 settembre 2010

Scuola, è tempo di riaprire (il conflitto)

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manif_via_cairoliMancano oramai pochi giorni alla conclusione della parentesi estiva per le scuole nostrane, pochi giorni e riapriranno i battenti gli istituti delle elementari e delle superiori. Tra il 9 e il 20 settembre, sulla base dei calendari predisposti da ogni Regione, si riapriranno i cancelli per migliaia di bambini e ragazzi. Nel mentre ritorna quanto non risolto tempo addietro, quanto prodotto ancorpiù dalle scure dei tagli del ministro Gelmini: i precari della scuola sono i primi a mobilitarsi, contestano le 25mila cattedre di docenza ed i 15mila posti di personale Ata cancellati dal governo Berlusconi per effetto della seconda tranche di tagli previsti dalla finanziaria.

Le conseguenze dei tagli.
Sembra ci siano gli ingredienti per poter riprendere le redini dell'opposizione al ministro Gelmini da uno dei pochi punti più alti di contestazione dello scorso anno, cioè la contestazione della precarietà obbligata e l'effettiva giacenza di disoccupazione. Lo scorso agosto/settembre aveva visto l'estendersi della protesta con l'occupazione e la salita sui tetti dei provveditorati da parte dei precari in molte città, soprattutto e non casualmente nel sud Italia. Un anno dopo la situazione resta drammatica per centinaia e centinaia di famiglie, per migliaia di persone: i sindacati stimano che saranno tra i 22mila e i 27mila i precari che resteranno a casa. La mossa estiva via decreto del ministro Gelmini non ha certo risolto la questione, ha solamente alleggerito una realtà ed estensione sociale di problema nel tentativo di non aiutarla/farla esplodere nell'immediato futuro: sono 16.500 le assunzioni di docenti e personale tecnico-amministrativo operate. Benchè restino quasi 250mila docenti nelle graduatorie ad esaurimento e 70mila Ata in quelle permanenti...

Assemblea permanente a Palermo.
La mobilitazione è serpeggiata dall'inizio dell'estate ad oggi, sull'onda del riuscito sciopero degli scrutini a luglio sono state organizzati ulteriori momenti di protesta in qualche città; sul finire di agosto stanno riprendendo piede le assemblee permanenti davanti a provveditorati e i sit-in. Palermo al momento è la situazione più agitata, con 40 precari in assemblea all'ufficio scolastico provinciale, dei quali 3 sono entrati in sciopero della fame, chiedendo un incontro con il ministro Gelmini e proseguendo l'astensione dal cibo sotto Montecitorio a Roma. Resta necessario affrontare ancora di petto il problema, riprendendo discorso e mobilitazione dai limiti soggettivi che sono emersi lo scorso anno scolastico nella componente dei precari della scuola, riformulando un'azione capace di essere riproducibile e provvista della possibilità/obiettivo di cumulare forza soggettiva per superare lo steccato del solo ricevimento di false rassicurazioni negli uffici scolastici... E' tempo di riboccarsi le maniche, di smuoversi dalla debolezza dell'oggi.

Vs la riforma Gelmini. L'anno scolastico che si apre contempla diverse novità della riforma Gelmini: gli studenti e le studentesse al primo anno dei licei e degli istituti tecnici e professionali saranno condotti all'interno della rimodellazione degli indirizzi, sponsorizzati e pretesi da Confindustria; le elementari si troveranno al cospetto della formula del "maestro prevalente", con non pochi problematiche da affrontare e l'interrogativo sulla reale adozione del dispositivo per il tempo pieno... Ma la posta in gioco più alta ed ambiziosa sarà quella concernente l'università, con una seconda tranche di riforma Gelmini in via di approvazione in Parlamento... dinnanzi all'offensiva politico-mediatica calata quest'estate con la presentazione del ddl, toccherà agli studenti universitari riprendere parola e agire la loro opposizione nelle università e nelle strade, nella prospettiva di osare il tentativo di bloccare una ristrutturazione immonde, lungo la strada del conflitto.

L'autunno sta tornando, chi si appresta a tornare in scuole e università sa bene che il suo tempo comincia adesso...!
 
tratto da www.infoaut.org
31 agosto 2010

Como: Dell'Utri, la tua presenza è inaccettabile!

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La presenza di Marcello Dell'Utri a Como in occasione di una rassegna "culturale" dove avrebbe dovuto presentare quei diari del Duce (smentiti storicamente più volte da numerosi storici) di cui ultimamente il senatore di Forza Italia si riempie la bocca non è andata liscia come previsto. Numerosi contestatori e contestatrici hanno impedito a Dell'Utri di parlare, obbligandolo ad abbandonare la sala della presentazione scortato dalla polizia.

Il video della contestazione
 
dellutriSpontanea la reazione di almeno duecento persone di tutte le età, che una volta appreso che il senatore Dell'utri sarebbe arrivato in città si sono riversate in piazza Cavour, nel centro cittadino, e hanno rumorosamente impedito, con insulti di ogni tipo urlati a squarciagola, la presentazione del libro. Interessante come il tutto sia partito da un tamtam su Facebook che ha condiviso la notizia e radunato molta gente nella piazza alle 18, quando era previsto l'intervento del senatore del Pdl.

Sorprese oltre a Dell'Utri, anche le forze dell'ordine, che pensavano che nella quieta cittadina comasca anche questo ennesimo rospo sarebbe stato mandato giù senza fiatare. Questa volta però non è successo, e visibile è stata la tensione nelle forze dell'ordine arrivate quasi al punto di tirare fuori i manganelli, stoppate solamente dalla decisione di Dell'Utri di abbandonare la sala.

Ma neanche una volta uscito dalla sala adibita per il suo show fascisteggiante è stata vita facile per colui che definì Mangano un eroe, che è stato costretto ad essere scortato dalla polizia fino all'auto blu parcheggiata nei pressi della piazza, accerchiato da tutti i partecipanti che ancora una volta hanno ribadito l'inaccettabilità della presenza di un mafioso e fascista, simbolo delle relazioni sotterranee tra Stato e Mafia. 

Un'ottima giornata di contestazione in una città troppo spesso silente. Si spera che da questi momenti le energie vive della città possano riemergere per portare avanti quelle lotte sociali di cui anche in una città così ricca e apatica si sente forte il bisogno.

La cronaca della Provincia di Como

tratto da www.infoaut.org

31 agosto 2010

Ultimo aggiornamento Martedì 31 Agosto 2010 20:01

Il dialogo con Marchionne è pura ipocrisia

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Dopo il pieno appoggio di una ministra dell’istruzione che usa contro la Fiom frasi da querela e che, nello stesso tempo, è impegnata a distruggere la scuola pubblica, Sergio Marchionne ha trovato il pieno appoggio dell’ala più berlusconiana di Comunione e Liberazione.

cremaschiDimmi chi ti sostiene e ti dirò chi sei.

La sostanza del discorso che l’amministratore delegato della Fiat ha fatto all’assemblea dei ciellini, è di puro stampo reazionario. Come un padrone delle ferriere dell’Ottocento, Marchionne ha spiegato che non ci deve essere conflitto tra padroni e operai, cioè che comandano solo i padroni, e che nella globalizzazione i diritti e la dignità del lavoro sono quelli che vengono definiti dal mercato.

Ha poi, naturalmente, rivendicato il suo sacrosanto diritto di non rispettare la sentenza del Tribunale che lo condanna per attività antisindacale e gli impone di far tornare al lavoro i licenziati di Melfi.

Qui, naturalmente, fa il furbetto, perché anche i manager delle multinazionali hanno il loro quartierino dove fare gli azzeccagarbugli.

Così Marchionne spiega che sta rispettando la legge nello stesso momento in cui la sta violando. Del resto egli è il solo interprete autorizzato della legalità della Fiat.

Dopo la presa di posizione del Presidente della Repubblica e quella della Cei, c’era chi aveva pensato che la Fiat potesse fare un gesto di dialogo.

Marchionne ha chiarito che per lui dialogare e comandare come gli pare sono sinonimi e quindi che i tre di Melfi restano fuori.

A questo punto trovo inutili anche le dichiarazioni di Guglielmo Epifani a favore di una ripresa del dialogo con la Fiat. Il segretario della Cgil deve capire che non ha di fronte persone con i nervi alterati, che si tratta solo di ricondurre a un po’ più di tranquillità.

La Fiat interpreta un disegno autoritario che colpisce il lavoro e attraverso questo tutta la Costituzione. Non a caso attorno ad essa si sta addensando la stessa cultura e lo stesso mondo politico ed economico che ha sostenuto e sostiene Berlusconi.

Nei confronti di questo disegno autoritario non ci deve essere dialogo ma conflitto, anche perché tutte le volte che si danno segnali di disponibilità, dall’altra parte si risponde con arroganza e insulti.

Chi vuole distruggere i contratti nazionali e i diritti, chiamando questo patto sociale e nuove relazioni industriali, considera la parola dialogo solo uno strumento per accertare la debolezza di chi ha di fronte.

Per questo la sola risposta a questo attacco senza precedenti ai diritti del lavoro e alla stessa etica, come ha scritto la Cei, è il conflitto.

Tutto il resto è ipocrisia.

26 Agosto 2010

Giorgio Cremaschi

tratto da rete28aprile.it

Link: Marchionne, Comunione e Liberazione e i sacrifici umani

Link: "Il lavoro oggi" secondo Marchionne & c.

L'Aquila, tafferugli alla "Perdonanza" - "Letta vattene, Cialente vergogna"

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"Alle 3e32 io non ridevo" hanno gridato i manifestanti al passaggio del sottosegretario su Corso Federico II.

laquila_carriolePochi minuti prima della partenza del corteo della Perdonanza, all’inizio di Corso Federico II, alcuni cittadini hanno esposto striscioni per esprimere dissenso verso la partecipazione di Gianni Letta. L’Aquila non può dimenticare le responsabilità del Sottosegretario nel favorire la nascita del consorzio Federico II, ad oggi oggetto di inchiesta giudiziaria. Come non possiamo dimenticare le promesse disattese nella risoluzione del problema delle tasse. Oggi i terremotati e le aziende del cratere sono tornati a pagare le imposte e nessuna misura di tutela dei cittadini nei confronti di banche, enti previdenziali ed Equitalia è stata prevista dal Governo.

Il Sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, negli scorsi giorni aveva rilasciato una dichiarazione in cui esprimeva soddisfazione per la visita di Gianni Letta, sicuro che anche gli aquilani avrebbero gradito. Il nostro sindaco evidentemente si illudeva.Ancora una volta i cittadini hanno voluto sottrarsi al suo doppio gioco.

Al momento di esporre gli striscioni “Cialente vergogna, Molinari vergogna, Letta vidi de jttene” e  “Il gran rifiuto della cricca”,  i cittadini sono stati aggrediti dalle forze di polizia e da agenti in borghese che hanno tentato di strapparli dalle mani, provocando tensione in una civile espressione di dissenso.

Molti cittadini che assistevano al corteo sono intervenuti a sostegno dei manifestanti al grido di “vergogna” contro l’ennessimo tentativo di censura.

Al passaggio del Sottosegretario che apriva il corteo in tantissimi hanno urlato “alle 3e32 io non ridevo” abbassando immediatamente dopo gli striscioni per rispetto delle celebrazioni della Perdonanza Celestiniana e applaudendo i vigili del fuoco che sostenevano il feretro di Celestino.

Un altro momento di contestazione è avvenuta alla fine della sfilata al passaggio del Sindaco che ha perso un’altra occasione per schierarsi dalla parte della sua gente.

Alla fine del corteo alcuni cittadini si sono accodati con le carriole, simbolo di resistenza, di lavoro comunitario e di partecipazione.

Le foto della contestazione

tratto da www.3e32.com 

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