Wednesday, Jul 23rd

Last update:11:08:59 AM GMT

You are here:

Novaol a rischio chiusura: la parola ai lavoratori

E-mail Stampa PDF
Valutazione attuale: / 7
ScarsoOttimo 

novaol_protesta_striscioniLa Novaol, azienda leader nella produzione e nello sviluppo di biodiesel, nasce nel 1991 a Livorno come spin off di novamont del gruppo Montedison. Sin dall’origine, Novaol contribuisce in modo determinante a trasformare il biodiesel in una significativa realtà industriale, realizzando nel 1991 a Livorno un impianto, tra i primi in Europa, dalla capacità produttiva di 60.000 tons/anno.

Da lì a breve l’impianto di Livorno raddoppia le linee di produzione fino a raggiungere la capacità produttiva di 250.000 tons/anno. Nel 2005 Novaol entra a far parte di una joint venture tra la multinazionale francese Diester e la multinazionale Bunge.

Alla fine del 2009 è stato inaugurato l’impianto di Ravenna. Nello stabilimento di Livorno attualmente sono occupate 35 persone, indotto escluso. Dalla richiesta della prima cassa integrazione del 2010 (mai utilizzata) c’è stata, nelle ditte dell’indotto, una progressiva riduzione del personale.

Dal 6 febbraio 2012 l’azienda ha aperto la cassa integrazione ordinaria per 34 dipendenti, di cui 16 operai e 18 impiegati, per la durata ipotizzata di 13 settimane. La Novaol ha motivato la crisi attuale con il mancato recepimento da parte dello Stato italiano, della direttiva europea che tutela l’industria dei biocarburanti. Infatti in Italia il fenomeno delle importazioni di biodiesel è in forte crescita,  in controtendenza con gli altri stati europei che hanno recepito questa tutela, arginando le importazioni da paesi extra europei, dove la produzione di biodiesel registra significative agevolazioni.

Nel 2008 si registra il 28% di importazioni sul volume venduto, nel 2009 il 36% e nel 2010 il 51% . La previsione per il 2012 è del 70% di importazioni sul volume venduto (Fonte Assocostieri  del 14 aprile 2011).

Tutto ciò comporta bassi livelli di produzione e un significativo ricorso alla cassa integrazione. Nonostante il nostro paese si collochi ai primissimi posti in Europa par la capacità produttiva (circa 2.400.000 tons/annuo secondo Assocostieri), l’industria nazionale del biodiesel risulta ferma a causa della concorrenza sleale dei paesi extra-europei.

Per cercare di sopperire a questa mancanza legislativa che tuteli la produzione nazionale di biocarburanti, è stato consegnato dai Sindacati Nazionali di categoria, un documento al Presidente del Consiglio Monti e al Ministro dello Sviluppo Economico Passera, affinché il Governo intervenga al più presto possibile, al fine di tutelare le aziende nazionali, come già avvenuto nel resto dell’Europa.

Lo stabilimento di Livorno si caratterizza per la presenza di due linee produttive.

Potenzialmente il nostro impianto potrebbe lavorare olii esausti e di frittura per la produzione di biodiesel, con poche modifiche agli impianti. La particolarità dello stabilimento di Livorno è la presenza di un impianto che lavora oleine (sottoprodotti di altre lavorazioni) dalla capacità di circa 15.000 tons/anno che vanno a mescolarsi all’olio di soia e colza in grosse percentuali.

Purtroppo la politica aziendale Novaol fa si che l’azienda livornese stia ferma in cassa integrazione e sopperisce alle richieste territoriali come quelle della raffineria Eni di Livorno che nonostante abbia un collegamento attraverso una tubazione fissa, con lo stabilimento Novaol livornese, è costretta a ricevere la fornitura inevitabilmente maggiorata nei costi, dall’impianto di Ravenna.

I lavoratori della Novaol di Livorno sono molto preoccupati per questa scelta aziendale del gruppo, volta a tutelare l’impianto di Ravenna a discapito di quello di Livorno, e non vogliono subire passivamente questa politica che ad oggi dimostra la volontà da parte dell’azienda di trasferire la  produttività dal sito di Livorno a quello di Ravenna, come già successo in passato con l’azienda livornese Cereol determinandone la chiusura.

Di conseguenza i lavoratori dell’impianto livornese fanno un appello alle forze politiche del territorio  perché si attivino affinchè questo  non si ripeta, ricordando che le difficoltà di Novaol si stanno ripercuotendo anche su Toscopetrol e  su D.O.C. dove è in atto un calo significativo di volumi di movimentazione, sia per quanto riguarda le materie prime che il prodotto finito.

I lavoratori Novaol Livorno

febbraio 2012

AddThis Social Bookmark Button