Il legno ha conquistato negli ultimi anni uno spazio sempre più significativo nell’edilizia italiana, dalle abitazioni alle coperture, fino agli edifici di maggiori dimensioni. Il mercato del 2026 presenta però un quadro articolato, nel quale la crescita dell’interesse per le costruzioni in legno convive con variazioni dei prezzi, difficoltà dell’export e una situazione generale delle costruzioni condizionata dagli investimenti pubblici e dal costo delle materie prime.
Qual è l’andamento del settore del legno?
Per capire come sta andando il settore del legno oggi bisogna anzitutto distinguere l’edilizia in legno dall’intera filiera legno-arredo. Quest’ultima comprende attività molto differenti fra loro, dalla prima trasformazione del materiale ai pannelli, dai mobili ai prodotti impiegati nelle costruzioni.
I dati disponibili descrivono un comparto che ha conservato dimensioni rilevanti. La filiera italiana del legno-arredo ha terminato il 2025 con un fatturato alla produzione superiore a 52 miliardi di euro e una crescita rispetto all’anno precedente. Il 2026 presenta, tuttavia, segnali contrastanti: nei primi mesi dell’anno l’export ha risentito della debolezza di alcuni importanti mercati stranieri e delle tensioni internazionali.
Per l’edilizia in legno il discorso è diverso. Negli ultimi anni questo sistema costruttivo ha guadagnato attenzione grazie alla rapidità di realizzazione, alle possibilità offerte dalla prefabbricazione e all’interesse crescente verso edifici con un minore impatto ambientale.
Non si parla più soltanto della classica casa indipendente in legno. Tecniche come il telaio, il legno lamellare, le costruzioni block house e i pannelli strutturali X-Lam hanno ampliato molto il campo di utilizzo, permettendo di realizzare scuole, strutture ricettive, edifici pubblici, ampliamenti e fabbricati multipiano.
Prodotti per il trattamento del legno
La crescita delle costruzioni in legno porta con sé anche una maggiore attenzione alla protezione del materiale. Una struttura, un rivestimento, un serramento o una superficie esterna non hanno infatti le stesse esigenze e richiedono prodotti scelti in funzione dell’impiego.
Fra i trattamenti utilizzati sul legno rientrano impregnanti, fondi, vernici protettive e prodotti studiati per contrastare l’azione degli insetti xilofagi. Per gli elementi esposti all’esterno assumono particolare importanza anche la resistenza all’umidità e la capacità del ciclo di trattamento di sopportare sole, pioggia e variazioni di temperatura.
La scelta dipende inoltre dal risultato estetico desiderato. In alcuni casi si vuole lasciare visibile la venatura naturale del legno, mentre in altri si preferiscono finiture coprenti. Anche manutenzione e possibilità di effettuare successivi interventi devono essere valutate prima di scegliere il prodotto.
Un riferimento per chi cerca vernici e prodotti destinati alla protezione e alla finitura delle superfici in legno è Zambotto Vernici, azienda specializzata in soluzioni per differenti esigenze di trattamento.
La durata di un manufatto in legno, infatti, non dipende esclusivamente dalla qualità della materia prima. Una corretta progettazione deve evitare ristagni d’acqua e condizioni favorevoli al degrado, mentre il trattamento superficiale e la manutenzione periodica contribuiscono a preservare nel tempo l’aspetto e le caratteristiche del materiale.
Andamento prezzo del legno 2026
Il prezzo del legno nel 2026 non può essere riassunto in un unico valore. Parlare genericamente di “prezzo del legno” sarebbe infatti fuorviante, perché il mercato comprende tondame, segati, legno lamellare, pannelli OSB, X-Lam e numerose altre categorie con quotazioni differenti.
Contano inoltre la specie legnosa, la qualità, le dimensioni, il grado di lavorazione, l’origine geografica e i costi necessari per portare il prodotto fino al luogo di utilizzo.
Dopo le fortissime oscillazioni osservate negli anni precedenti, il mercato continua a essere sensibile alla disponibilità della materia prima e alla situazione internazionale. Nei primi mesi del 2026 sono riapparse pressioni sui prezzi nell’industria del legno, legate anche al costo della materia prima legnosa. I dati diffusi da FederlegnoArredo indicavano, tra gennaio e maggio, una crescita dei prezzi dell’industria del legno nell’ordine del 3,7%, mentre per alcuni comparti, come quello dei pannelli, la situazione risultava decisamente più stabile.
A incidere sul prezzo finale sono poi energia e trasporti. Anche quando il valore del materiale all’origine non cambia in misura rilevante, un aumento dei costi logistici può ripercuotersi sul prezzo pagato da imprese e committenti.
Per chi deve realizzare una costruzione in legno diventa quindi poco utile confrontare il preventivo di oggi con quello di diversi anni fa basandosi solamente sul costo teorico del materiale. Occorre considerare l’intera fornitura, la lavorazione degli elementi strutturali, il trasporto e la posa.
Come va l’edilizia nel 2026?
Il quadro del 2026 è migliore rispetto alla flessione osservata l’anno precedente, anche se sarebbe prematuro parlare di crescita uniforme per tutte le imprese e per tutti i comparti.
Le previsioni formulate da ANCE indicano per il 2026 un aumento degli investimenti in costruzioni del 5,6% rispetto all’anno precedente. A spingere il risultato sono soprattutto le opere pubbliche, per le quali era prevista una crescita del 12%, dovuta in larga parte alla fase conclusiva degli interventi collegati al PNRR. Per la riqualificazione abitativa è stato invece stimato un recupero più contenuto, nell’ordine del 3,5%.
Chi vuole consultare direttamente dati, analisi e aggiornamenti del settore può fare riferimento agli scenari regionali dell’edilizia pubblicati da ANCE.
Va ricordato che si tratta di previsioni e che il 2026 è stato caratterizzato anche da elementi di incertezza. I costi dell’energia, le tensioni geopolitiche e le difficoltà delle catene di approvvigionamento possono modificare rapidamente i costi sostenuti dalle imprese.
L’edilizia in legno si inserisce in questo scenario con alcune caratteristiche peculiari. Da un lato deve fare i conti con il prezzo e la disponibilità della materia prima; dall’altro può beneficiare della crescente attenzione verso efficienza energetica, sostenibilità e sistemi costruttivi industrializzati. Non è dunque un semplice settore alternativo alla costruzione tradizionale, ma un comparto che sta sviluppando una propria identità tecnologica e produttiva.
Il mercato dell’edilizia in legno del 2026 va quindi letto considerando l’intera filiera. Prezzo della materia prima, capacità produttiva, progettazione, costruzione e successiva manutenzione sono strettamente collegati. Se da una parte rimangono le incognite legate ai costi e allo scenario internazionale, dall’altra il crescente interesse verso edifici efficienti e sistemi costruttivi evoluti continua a offrire al legno uno spazio importante nell’edilizia italiana.







