L’Italia a piedi: il trekking come modo per riscoprire il territorio
Il trekking in Italia vive un momento d’oro, con oltre 10 milioni di appassionati che nel 2026 percorrono sentieri montani, collinari e costieri in tutto il Paese. La rete sentieristica italiana è tra le più estese e variegate d’Europa, con percorsi adatti a tutti i livelli di preparazione fisica, dai sentieri pianeggianti lungo i fiumi alle impegnative vie ferrate dolomitiche. Camminare nella natura offre benefici fisici e mentali enormi: riduce lo stress, migliora la capacità cardiovascolare, rafforza la muscolatura e permette di scoprire paesaggi e borghi inaccessibili con altri mezzi di trasporto.
Sentieri per principianti: iniziare con sicurezza e piacere
Il Sentiero degli Dei in Costiera Amalfitana è un classico per chi si avvicina al trekking: 8 chilometri tra Agerola e Positano con panorami mozzafiato sulla costa e un dislivello contenuto. Il Sentiero del Viandante sul Lago di Como offre tappe modulabili da 3 a 15 chilometri, con vista costante sul lago e possibilità di rientrare in battello. In Toscana, la Via Francigena toscana attraversa colline, vigneti e borghi medievali con percorsi pianeggianti o leggermente ondulati perfetti per le prime esperienze. Le Cinque Terre offrono il sentiero Azzurro che collega i cinque borghi con tratti di varia difficoltà, permettendo di scegliere solo le sezioni più semplici.
Percorsi per escursionisti esperti: sfide e panorami indimenticabili
L’Alta Via delle Dolomiti numero 1, da Braies a Belluno, è un trekking di 10-13 giorni attraverso i paesaggi più spettacolari delle Alpi italiane, con pernottamento nei rifugi alpini. Il Selvaggio Blu in Sardegna è considerato il trekking più impegnativo d’Italia: 5-7 giorni lungo la costa orientale con arrampicate, calate in corda doppia e notti in bivacco. Il Tour del Monte Bianco attraversa Italia, Francia e Svizzera in un circuito di circa 170 chilometri con dislivelli importanti e panorami alpini grandiosi. Il Cammino di San Benedetto, da Norcia a Subiaco, attraversa l’Appennino centrale in 16 tappe che combinano natura selvaggia e spiritualità monastica.
Attrezzatura essenziale e sicurezza in montagna
Le scarpe da trekking rappresentano l’investimento più importante: devono avere suola con buon grip, protezione della caviglia e impermeabilità, ed è fondamentale rodarle prima di affrontare percorsi lunghi. Uno zaino da 25-35 litri con schienale traspirante è sufficiente per le escursioni giornaliere. Portare sempre acqua sufficiente, almeno un litro ogni due ore di cammino, cibo energetico, una giacca antipioggia leggera e un kit base di primo soccorso. Comunicare sempre a qualcuno il proprio itinerario e l’orario previsto di rientro. In montagna il meteo cambia rapidamente: controllare le previsioni prima di partire e non esitare a rinunciare se le condizioni non sono favorevoli.
App e risorse per pianificare il trekking perfetto
Le app di navigazione GPS per escursionismo permettono di scaricare mappe offline, seguire tracce georeferenziate e condividere la propria posizione in tempo reale. I siti del Club Alpino Italiano offrono informazioni aggiornate su condizioni dei sentieri, apertura dei rifugi e livello di difficoltà dei percorsi. Le community online di escursionisti condividono report recenti con foto, tempi di percorrenza reali e consigli pratici sulle condizioni del terreno. Molte regioni italiane hanno sviluppato portali dedicati al trekking con itinerari scaricabili, punti di interesse e informazioni logistiche su parcheggi, mezzi pubblici e strutture ricettive lungo il percorso.
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