Le sensazioni di un’uscita su strada dipendono anche da gesti semplici: lasciare scorrere la bici senza pedalare, cambiare rapporto quando inizia una salita o spostare le mani sul manubrio per affrontare il tratto successivo. Sono abitudini che danno continuità alla pedalata e aiutano il ciclista a trovare il proprio ritmo. Ritrovarle nell’allenamento indoor può rendere più familiare il passaggio dalla strada a una sessione in casa, soprattutto per chi alterna regolarmente le due esperienze.
ZBike Infinity di ZYCLE è progettata per avvicinare questi due modi di pedalare. La smart bike prodotta in Spagna combina ruota libera, manubrio da strada con comandi elettronici wireless e rapporti virtuali configurabili. La proposta si rivolge a ciclisti e triatleti che cercano, anche al chiuso, una risposta legata ai propri gesti. Il collegamento con i simulatori aggiunge il percorso sullo schermo, mentre la bici permette di intervenire sulla cadenza e sul rapporto scelto man mano che il terreno virtuale cambia.
Ruota libera e cambi di rapporto richiamano i gesti della strada
Il sistema a ruota libera consente ai pedali di fermarsi mentre il volano continua a girare. Il ciclista può quindi interrompere brevemente la pedalata e riprenderla senza dover accompagnare ogni rotazione del volano. È un comportamento riconoscibile per chi, su strada, alterna la spinta a momenti in cui lascia scorrere la bici. Sulla ZBike Infinity, questa libertà riguarda il movimento delle gambe e contribuisce a rendere più naturale il passaggio tra uno sforzo e il successivo. Anche una breve pausa diventa così parte della sensazione di guida.
I comandi elettronici wireless sul manubrio da strada portano un altro gesto familiare nella sessione indoor. Il ciclista cambia rapporto dalle leve, mantenendo le mani in una posizione simile a quella utilizzata durante un’uscita. La trasmissione può essere configurata con fino a 24 rapporti virtuali, scegliendo tra monocorona e doppia corona tramite l’app ZYCLE. Personalizzare i rapporti permette di avvicinare il comportamento del cambio alle proprie abitudini. Quando la pendenza aumenta, trovare un rapporto più agile diventa un modo concreto per gestire la cadenza, proprio come accade affrontando una salita.
Una posizione che mantiene i riferimenti della propria bici
La sensazione di familiarità passa anche per gli appoggi e per la posizione del corpo. ZBike Infinity consente di regolare sella e manubrio e offre pedivelle con cinque lunghezze selezionabili, da 165 a 175 mm. Queste possibilità permettono di cercare una configurazione vicina a quella utilizzata sulla bici da strada. Il manubrio offre diverse prese, utili per variare la posizione delle mani durante la sessione. Ritrovare distanze e movimenti conosciuti aiuta a mantenere un collegamento tra le due esperienze, dando al ciclista riferimenti fisici che vanno oltre le immagini del percorso virtuale.
Il percorso sullo schermo trova una risposta nella pedalata
Quando la ZBike Infinity è collegata a un simulatore compatibile in modalità simulazione, la resistenza si adatta automaticamente alla pendenza del percorso virtuale. Una salita richiede quindi una risposta del ciclista, che può cambiare rapporto per trovare il ritmo più adatto. Bluetooth e ANT+ permettono la comunicazione con dispositivi e software compatibili, e ZYCLE presenta piattaforme come Zwift e ROUVY tra le opzioni per questo modello. L’interesse di questa connessione sta nel rapporto tra ciò che appare sullo schermo e ciò che le gambe percepiscono, rendendo le variazioni del percorso parte dello sforzo.
La misurazione della potenza aggiunge un riferimento a questo dialogo tra gesto e ambiente virtuale. Secondo il produttore, il sistema della ZBike Infinity ha un margine di errore inferiore all’1%. Il dato permette al ciclista di osservare come cambia la propria erogazione quando modifica il rapporto, aumenta la cadenza o affronta un tratto più impegnativo. La sessione unisce così sensazioni e informazioni: la ruota libera lascia spazio alle pause nella pedalata, il cambio accompagna le variazioni del percorso e la potenza aiuta a leggere lo sforzo, mantenendo al centro il modo in cui il ciclista vive la strada.



