Sempre più giù
Il Livorno raccoglie a palermo la quarta sconfitta consecutiva perdendo con un gol solo di scarto e quindi facendo contento il presidente Spinelli.
Partita dignitosda per gli amaranto che grazie a Rubinho rimangono in partita per 80 minuti ma poi capitolano sull'ennesimo tiro di Miccoli su cui il portiere amaranto non può compiere il quinto miracolo della giornata. Infatti al di là della prestazione grintosa del Livorno, il Palermo ha meritato pienamente la vittoria con una pressione costante e almeno 5 nitide palle gol. Il Livorno invece si è difeso, come sempre, sperando nel contropiede e in quella fortuna che ci aveva assistito in trasferte come Roma e Catania. Ma non è sempre domenica e l'unica azione da gol s'infrange sul corpo di Balzaretti dopo un pallone calciato dall'angolo da Mozart e spedito in porta da Knezevic.
Cosmi ha messo in campo una squadra prudente con Di Gennaro in supporto a Lucarelli. Nel secondo tempo è poi passato al 4-4-2 con Bergvold entrato al posto di Esposito e Danilevicius al posto di Di Gennaro. Con questo modulo più offensivo gli amaranto hanno fatto qualcosa in più ma quando c'è stato da finalizzare il numero impressionante di ferri da stiro in campo s'è fatto sentite.
Ora la classifica si fa pesante anche se le altre squadre in lotta non vanno oltre ai pareggi. Il Bologna ormai è fuori dalla bagarre (avevamo detto più volte che è stata la squadra maggiormente rafforzata a gennaio) mentre Catania a Udinese prendono punticini d'oro in trasferta. Le 3 retrocesse sembrano quasi scritte (considerato che la Lazio la salva l'Inps e la Federcalcio) ma sperare non è reato. Dopo il ciclo di ferro che si concluderà a San Siro con l'Inter il Livorno ha un calendario abbordabile con Catania, Udinese e Lazio in casa, più il Bari quasi salvo.
Sulla carta quindi ci son oancora speranze anche se fare calcoli su una squadra che fa massimo due tiri in porta a partita è molto azzardato. Anche oggi una partita a qualità ZERO. Con la Roma sarà partita decisiva, forse anche per Cosmi...
I reparti
Difesa. Rubinho: forse una delle prestazioni migliori viste fare ad un portiere in maglia amaranto negli ultimi anni. Compie 4 miracoli. Il quinto non gli viene. Perticone: prestazione solida contro i veloci attaccanti palermitani. Knezevic: sfiora il gol e si difende dignitosamente. Esposito: nel primo tempo soffre un po' senza però grossi svarioni. Raimondi: cresce nella ripresa quando cerca di limitare la fascia di Bertolo e Balzaretti ma è propositivo anche in avanti. Partita discreta. Pieri: inutile e dannoso. Forse lo potremmo chiamare rigassificatore.
Centrocampo. Mozart: detta le geometrie e lotta. E' l'unico uomo di qualità. Peccato per il rimpallo sul gol di Miccoli. Pulzetti: perennemente inutile. Filippini:la sufficienza la strappa sempre. Non è lui che deve farci vincere le partite. Marchini: il gioco del pallone non è una rissa da saloon. Quando gli arrivano due palloni buoni li stoppa a 10 metri. Bergvold: il suo ingresso fa salire la squadra anche se non ha mai una fiammata.
Attacco. Di Gennaro: bellino a vedersi, molto mobile ma non dà mai la zampata decisiva. Lucarelli: meno attivo rispetto alle precedenti prestazioni. Non riesce a tenere palla e far salire la squadra. Danilevicius: il suo ingresso da un po' più di peso offensivo alla squadra ma purtroppo negli ultimi 20 metri non conta.
Cosmi: mescola i giocatori come le ghiandine della tombola ma i risultati sono sempre i soliti. La squadra è scarsa ma continuare a fare le barricate non serve. A questo punto deve spiegare pubblicamente cosa ha Tavano, perchè almeno mezz'ora la può e la deve fare.
Spinelli: ora mi raccomando riprendi Ruotolo, così quando smetti di lavorare e vendi il Livorno c'hai un futuro nei reality o nelle scrittura di telenovelas.
Franco Marino